IL GIALLO DELL'ESTATE (Vincent Van Gogh, "Campo di grano con mietitore", 1889, olio su tela, Amsterdam, Van Gogh Museum)
Pensieri, emozioni...ricordi... Un modo per raccontarmi e lasciare un segno... Naufragata da Splinder e da Iobloggo, ora mi fermo qui...
IL GIALLO DELL'ESTATE (Vincent Van Gogh, "Campo di grano con mietitore", 1889, olio su tela, Amsterdam, Van Gogh Museum)

Il Museo nazionale del cinema di Torino è ospitato nella Mole Antonelliana, un edificio monumentale, situato nel centro storico, simbolo della città. Il nome deriva dall'imponente altezza, 167,5 metri, mentre il suo aggettivo deriva dall'architetto che la concepì, Alessandro Antonelli.
Iniziata nel 1863, quando Torino era capitale del neonato Regno d'Italia e completata nel 1889, fu l'edificio in muratura più alto del mondo fino al 1908. Nel corso del xx secolo subì importanti ristrutturazioni con cemento armato e travi di acciaio, per cui essa non si può più considerare una struttura esclusivamente in muratura. Nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, venne inaugurato l’Ascensore panoramico che, rinnovato nel 1999, ancora oggi permette di salire fino al tempietto, a 85 metri d’altezza e ammirare la straordinaria vista sulla città e sull’arco alpino che la circonda. E' possibile la salita a piedi lungo le scale dell’intercapedine della cupola fino alla Terrazza panoramica.
Il museo si sviluppa a spirale verso l'alto su più livelli espositivi che ripercorrono la storia del cinema dalle origini ai giorni nostri. Al piano dedicato all'Archeologia del Cinema si possono visitare otto aree tematiche per sperimentare in prima persona gli spettacoli ottici e i dispositivi che hanno segnato alcune tappe fondamentali per la nascita del cinema.

Cuore spettacolare del Museo è l'Aula del Tempio[6], circondata da aree espositive dedicate ai grandi generi della storia del cinema, più un’area dedicata al capolavoro delcinema muto italiano, Cabiria[7] e una a Torino “Città del Cinema”. Dall’Aula si accede alla Rampa elicoidale che, come una pellicola cinematografica,
si srotola a salire verso la cupola: il percorso è sede delle mostre
temporanee e permette di ammirare dall’alto l’Aula in una visione
spettacolare e mozzafiato.
La Macchina del Cinema[9] illustra le diverse componenti e fasi dell’industria del film: gli studi di produzione, la regia, la sceneggiatura, gli attori e lo star system, i costumi di scena, la scenografia, gli storyboard, la sala cinematografica. Si sale alla Galleria dei Manifesti[10],
che ripercorrono la storia del cinema, i film e gli autori più
rilevanti e illustrano l’evoluzione del gusto figurativo, della grafica e
della cartellonistica pubblicitaria italiana e internazionale.(da Wikipedia)
La visita di questo museo è stata veramente interessante per la documentazione non solo in materia di cinema, fotografia e immagine, ma anche per le visite animate e per i percorsi a tema diversificati a seconda degli interessi dei visitatori. E' una vera immersione nella magia del cinema attraverso scenografie, proiezioni e giochi di luce, proprio come capita quando si assiste alla proiezione di un film. Puoi scoprire in prima persona i segreti nascosti dietro la macchina da presa e le fasi che precedono la proiezione del film, in un itinerario fantastico e interattivo: dal teatro d’ombre e le prime affascinanti lanterne magiche, ai più spettacolari effetti speciali dei nostri giorni e alla realtà virtuale.
Le lanterne magiche
Il Museo Nazionale del Cinema conserva una tra le più importanti collezioni al
mondo di Vetri per lanterna magica: oltre 8.000 esemplari, fissi e animati, che
documentano l’iconografia delle proiezioni luminose dal Settecento fino ai primi
decenni del Novecento.
La collezione nasce nel 1942, quando Maria Adriana Prolo compra al
mercato delle pulci di Torino alcune lanterne magiche con una serie di vetri da
proiettare. Essa sarà sistematicamente arricchita durante gli anni a
testimonianza della predilezione che la fondatrice del Museo dimostrò verso
l'archeologia del cinema.
Le mie foto:
Ascensore panoramico
Mappa del Museo
25 maggio 2023😃Una meraviglia!
Lo scorso anno ho frequentato un corso di scrittura creativa nel mondo virtuale di Craft, diretto dalla prof.ssa Lorenza Colicigno. Mi sono cimentata in questa mia prima esperienza e in attesa che tutti i lavori del gruppo dei partecipanti al corso vengano pubblicati, insieme a tutte le esperienze molto coinvolgenti, voglio riportare questo mio racconto qui nel blog.
In fuga su una zattera sumera
Seduta davanti al camino, Elena è nella sua casa, dopo una giornat,a di lavoro, ha bisogno di rilassarsi. Accende il suo pc e con un clic va su Pianeta 3D, un mondo immateriale tridimensionale, a cui si è iscritta da poco. Qui, in questo luogo incantato, silenzioso, sospeso tra cielo e terra, in un’isola deserta che si riflette nel mare dai colori cangianti, a seconda della luce del giorno, appena libera dal lavoro di avvocata, le basta un clic per ritrovarsi in una nuova dimensione, dove ogni rumore della vita è attutito e resta in lontananza. Si muove cauta, ma allo stesso tempo è desiderosa di nuove conoscenze e avventure in quel nuovo mondo.
Nascosta nel suo avatar, è una giovane donna attraente, ha un trucco leggero, occhi azzurri, indossa un abito sportivo, pantaloni attillati e maglietta scollata e aderente dello stesso colore, si muove con disinvoltura facendo ondeggiare i lunghi capelli biondi, cammina speditamente e riesce a saltare o a volare da un posto all’altro. Si guarda intorno e vede qualcuno seduto su una panchina di fronte al mare.
Si avvicina quasi timorosa, quando si sente chiamare, è Amdir, (colui che vigila, è il significato del suo nome) l’avatar di un trentenne dalla voce maschile, d’altra parte solamente la voce, in questo mondo immateriale potrebbe essere vera!
− Ciao! Chi sei? − Non può trattenersi dal chiedere (Anche se sospetta di ricevere una risposta che non sempre corrisponde a verità).
− In questo mondo possiamo essere quello che vogliamo e io qui sono un appassionato di storia. E tu chi sei?
− Io sono alla ricerca di nuovi mondi! Mi sto ambientando, giro un po’ di qui, un po’ di là… Ho capito che potrei diventare chiunque io voglia essere, potrei creare il mio io che ho sempre sognato, potrei cambiare il mondo!
− Vuoi che ti accompagni sull’isola delle donne scrittrici? – Le chiede Amdir.
Lei risponde di sì, si accorge che le ha inviato un teleport e con un clic è subito da lui.
Elena rimane subito colpita dalla barca dei Sumeri, sulla vela un’iscrizione: Una stanza tutta per sé, Enheduanna, signora di tutti i Me.
1. Regina di tutti i me, troppo numerosi per tenerne il conto,
che sorgi come una luce splendente
2. Donna determinata, rivestita di fulgida radianza,
amata da Anu ed Urash (la moglie di Anu),
3. Prediletta di Anu,
tu sei grande su tutti i sigilli,
4. Tu che ami la giusta corona,
che è perfetta per il sacerdote,
5. resa potente da tutti i suoi sette me …
6. mia regina! Tu sei la custode di tutti i grandi me!
7. Tu che hai preso i me,
tu che hai tenuto i me nelle tue mani.
8. Tu hai riunito i me,
tu li hai tenuti stretti al tuo petto.
9. Come un drago, tu scagli veleno sulla terra del nemico.
10. Nelle regioni dove saetti come il dio Ishkur (o Ninurta),
Asnan non esiste più, secondo il tuo volere.
11. Acque turbinanti inondano le terre del nemico
12. Tu sei la Suprema in Cielo e in Terra, tu sei Inanna!
Elena resta affascinata da quella scritta, le sembra di ascoltare una voce che proviene dalla profondità del tempo, non conosce questa scrittrice e vorrebbe saperne di più. Si trova nell’atmosfera giusta per essere trasportata nel terzo millennio A.C. e si mette ad ascoltare la voce di questo sconosciuto, pur con una certa diffidenza. Ma Amdir, nota la sua titubanza e la rassicura dicendole che la storia di Enheduanna è emersa dalle scoperte archeologiche, due grandi sigilli appartenenti al periodo di Sargon, su cui è inciso il suo nome, entrambi rinvenuti nella necropoli di Ur[Uruk, nell’odierno Iraq].
Poi le dice: − Ora ti invio un teleport, seguimi, se vuoi saperne di più!
Elena, incuriosita accetta e si trova alle mura della città di Ur, che le appare, in quel mondo immateriale, in tutto il suo splendore, come uno dei primi grandi centri urbani della civiltà sumera.
Esterrefatta, non crede ai suoi occhi, ha la sensazione di essere catapultata in quella civiltà. Cammina sulle strade lastricate e tra viali alberati di palme, si sofferma ad osservare i giardini pensili, è completamente immersa in quel tempo antico tra scuole, poeti, scribi e artigiani di favolosi lavori di arte e architettura.
Si spinge fino al centro della città, dove le appaiono i templi in tutta la loro bellezza e maestosità e tra essi lo ziggurat di UR, una costruzione in mattoni su tre livelli, con tre rampe di scale, simile ad una piramide egizia.
Allora Amdir la invita a salire e le racconta che in quel tempio, dedicato al dio Nanna, dio della luna sumera, nel Giparu, la parte più alta del tempio, probabilmente il luogo dove Enheduanna viveva, fu trovato uno splendido disco di alabastro, che contiene non solo il suo nome, ma anche altre informazioni sul suo conto. Elena legge l’iscrizione sul disco:
“Enheduanna, sacerdotessa zirru, sposa del dio Nanna, figlia di Sargon, re del mondo, nel tempio della dea Inanna”.
Poi osserva alle pareti del tempio, tra piastrelle smaltate multicolori, le immagini di reperti e, dalle didascalie scopre, altre notizie. Il suo nome significa sacerdotessa, ornamento del dio (o della dea)”,vissuta nel 2285- 2250 a.C. circa. Era figlia del famoso re Sargon e della regina Tashlultum, le venne conferito il titolo di En, "alta sacerdotessa" del dio Nanna, il dio della luna sumera, una divinità amata e potente.
Nel corso degli anni vissuti nel complesso del tempio di Nanna, Enheduanna aveva scritto quarantadue inni, noti come "Inni del Tempio". In essi, descriveva le città in cui si ergevano i grandi templi e gli dei e le dee a cui erano dedicati. Il più famoso è la "Exaltation of Inanna", un poema di 153 righe scoperto nel 1968 dagli assiriologi William W. Hallo e J.J.A. van Dijk. Allora Elena chiede con una certa apprensione:
− Gli "Inni del Tempio", scoperti solamente nel 1968? −
Amdir chiarisce subito: − Sì, questo è avvenuto perchè solo allora sono state ritrovate numerose testimonianze scritte che ci permettono di identificare con certezza il nome dell’autrice, in quanto la maggior parte degli scritti provenienti dalla biblioteca di Assurbanipal sono anonimi.
− Mi meraviglio che non si sia data importanza a questi scritti, − osserva Elena − considerando che la scrittura cuneiforme dei Sumeri è stata una delle prime scoperte della storia!
Allora Amdir aggiunge:
− Enheduanna era consapevole dell’enorme lavoro svolto e del suo talento religioso, politico e letterario, perciò aveva firmato tutti i suoi scritti e fu la prima scrittrice a scrivere in prima persona. I suoi inni furono copiati dagli scribi per cinque secoli. Per la sua capacità creativa e l'influenza che ebbe sulle generazioni future di scrittori mesopotamici Enheduanna fu definita la "Shakespeare della letteratura sumera".
− Scusa! − Lo interrompe Elena, incuriosita, − Voglio leggere un inno che appare su questo menu a tendina, un inno di ringraziamento alla dea per averla riammessa al tempio, dopo l’esilio.
Poi aggiunge:
− Mi spieghi di cosa si tratta?
− Come vedi, Enheduanna è una donna che parla di amore e di felicità, ma che si è dovuta anche confrontare con sentimenti più duri, come il dolore, la perdita e l’esilio.
-Le sue composizioni fanno rivivere le principali divinità mesopotamiche e indicano dove si trovano i loro templi, ma sono soprattutto preghiere che emanano umanità, parlano di speranza e narrano dei timori della vita di ogni giorno. Se sei interessata, puoi continuare a leggere cliccando sulle immagini delle tavolette sumere, che vedi in quel riquadro!
E allora Elena, più che mai interessata, legge qualche altro inno e scopre altri particolari.
Enheuanna è sacerdotessa-principessa e poeta e attraverso la lingua della devozione, espressa in poesia, celebra contemporaneamente la propria liberazione spirituale e psicologica dal ruolo di figlia obbediente, da un padre molto autorevole. È figlia di Sargon di Akkad, ma sceglie di scrivere in lingua sumerica, nonostante l’accadico fosse la lingua della famiglia e la lingua ufficiale dell’impero del padre, proprio per affermare la sua autodeterminazione come donna.
Poi Elena esclama:− L’esistenza di questa poeta è confermata da questi suoi scritti! Allora non si tratta di una figura leggendaria!
−Sì, giusto! − Amdir cerca di puntualizzare −Secondo gli storici il ruolo della principessa è stato senza dubbio importante per consolidare l’impero del padre. Sargon ripose grande fiducia in sua figlia, affidandole il compito delicato di fondere le credenze religiose e le divinità dei Sumeri con quelle degli Accadi, in modo da dare la necessaria stabilità interna.
−Ma che meraviglia! – Esclama Elena – Oltre ad essere la prima poeta, fu anche la prima ambasciatrice di pace, la prima mediatrice culturale!
−Forse riuscì a fondare il primo impero multiculturale e multilingue del mondo! Fu veramente una donna geniale!
Successivamente Elena si sofferma quasi estasiata di fronte ad una foto che riproduce una scultura di Enheduanna e immagina questa donna antica, colta, dalla personalità forte e incisiva, che ricopriva ruoli diversi in quella società complessa come quella della Mesopotamia e vede nella sua storia le donne che camminano sulle strade dell’oggi, nel nostro tempo. In lei si può cogliere il vessillo dell’emancipazione e del riscatto, il coraggio di decidere, la volontà di vivere in sé e per sé.
Infine esce fuori dal tempio seguendo Amdir. Dall’alto della scalinata fa uno zoom per dare un ultimo sguardo alla città, guarda la doppia cinta di mura, le case di mattoni, i numerosi canali di irrigazione, la foce del Tigri e dell’Eufrate...le sembra di rivivere saghe e racconti di antichi miti.
Poi esclama:
− Wow! E’ stata una vera immersione nella storia di questa donna, attraverso il suo passato possiamo spiegarci il presente! Ogni donna dei nostri tempi può scoprire il femminile che ci determina, ogni donna sa di avere tanti <me>!
Poi rivolgendosi ad Amdir: − Una mia curiosità, come mai tu hai tanto interesse per le scrittrici donne?
− Come ti ho detto, sono appassionato di storia e la storia è fatta anche di donne che non hanno avuto voce, hanno avuto l’infortunio dell’oblio e da secoli non aspettano altro che far parte della storia.
Questa donna mi ha particolarmente colpito per i suoi <me>!
E tu in quali di questi <me>ti ritrovi?
− Oggi non sono in vena di confidenze con sconosciuti, magari se ci incontriamo qualche altra volta possiamo parlarne. Comunque grazie! Non sapevo che in questo mondo immateriale si potessero trovare queste perle di cultura!
Elena con un clic esce da Pianeta 3D e ritorna alla sua vita reale. Lei è una donna indipendente, vive da sola nella sua casa, appassionata del suo lavoro di avvocata, esperta di diritti civili delle donne, svolge la sua professione in uno studio famoso di Napoli, in una zona del Vomero.
Ripensa a quell’incontro interrotto così bruscamente, pensa a quel mondo virtuale dove può volare con la semplicità con la quale cammina, può teletrasportarsi in ogni dove, persino nel tempo! Vorrebbe poterlo fare anche nel mondo reale, ma sta vivendo un periodo di crisi, avverte un senso di vuoto e di solitudine.
Non ha più certezze e capisce una volta per tutte che il mondo non è come lo immaginava finora. Nulla dura per sempre e avverte un senso di solitudine.
Ha compiuto da poco quarant’anni e forse i suoi primi capelli bianchi le fanno fare un consuntivo della sua vita.
Le viene in mente una frase ripetuta sempre da sua mamma “Senza un uomo accanto, una donna non è nulla”… Lei non ha mai creduto a questi pregiudizi ed ha lottato sempre per la sua indipendenza, infatti aveva scelto una professione strutturata al maschile, che non prevedeva la declinazione al femminile ed ha preteso sempre essere chiamata “avvocata”.
Laureata con il massimo dei voti, era stata rifiutata da vari studi, perché donna, poi era stata accolta in uno studio di soli colleghi maschi che ne avevano apprezzato le doti di intuito, una naturale capacità di ascolto e un’intelligenza emotiva che le consente di entrare in empatia con i problemi delle clienti. Si è sempre battuta per la giustizia di genere, ma ultimamente la costante e impari lotta per competere con il potere dei suoi colleghi maschi nelle aule dei tribunali, l’ha un po’ stancata. Ha osato un po’ troppo scontrarsi con dei colleghi delle controparti, eppure ha agito sempre con estrema attenzione e cautela nel rispettare il codice deontologico nel rapporto professionale!
Da un po’ di tempo ha paura anche di controllare le mail, riceve offese e minacce da un cyberstalking, ha qualche sospetto, ma non riesce a trovare alcuna prova per denunciarlo, in quanto cambia spesso identità e invia le mail da un server estero, per cui è impossibile individuarlo. Quella sera però, si fa coraggio, apre le mail e trova un messaggio di Amdir: “Ci vediamo domani sera su Pianeta 3D, ti porto a teatro, c’è una rappresentazione su Enheduanna. Ciao!”
Elena rimane sconvolta.
− Com’è possibile? Non gli ho dato il mio indirizzo, né alcuna password!
Mi ha teso una trappola! Questo è uno di quelli che s’intrufolano nella tua vita, senza chiederti il permesso! Sarà un pervertito!
Elena sa che in questi universi virtuali si annidano gli stessi pericoli della vita reale. Droga, pedofilia, prostituzione, stupri: poco importa che non si tratti di vita reale, il rischio è lo stesso! Perciò si sta avvicinando a questi Mondi virtuali con estrema cautela e non avrebbe mai dato il suo indirizzo al primo avatar incontrato!
Comunque vuole vederci chiaro e la sera successiva, con un clic entra in Pianeta 3D. In bacheca legge l’avviso: “Alle ore 21, Syusy Blady recita l'Inno a Inanna, dal Poema più antico del mondo di Enheduanna.”
Vede che Amdir è on line e gli scrive in chat:” Come hai fatto ad avere il mio indirizzo di posta elettronica?”
Lui subito risponde:”Non è così! Incontriamoci su quella panchina vicino al mare e ti chiarirò tutto!”
Allora Elena siede sulla panchina, osserva il mare leggermente increspato e resta estasiata nel riflesso della luna piena che disegna sulle onde un flebile scintillìo argenteo sulle onde. Potrebbe rilassarsi, rapita dalla meraviglia del paesaggio, ma rimane perplessa nelle sue preoccupazioni. Subito arriva Amdir e, con una voce suadente, le dice che lui nella vita reale è un investigatore informatico che fornisce consulenze tecniche su richiesta, non solo di privati, ma anche di giudici, pubblici ministeri e Forze dell’Ordine, le dà tutte le sue credenziali e indirizzi e le promette di aiutarla a scoprire questo mittente sospetto. Poi aggiunge:
− Potrebbe essere un hacker che ti sorveglia anche su Pianeta 3D, perciò si firma con il mio nome! Potrebbe anche appropriarsi del mio avatar! Massima attenzione ma non preoccuparti! Andiamo a goderci questo spettacolo a teatro!
E così la teletrasporta a teatro, lo spettacolo è già iniziato: le danzatrici ballano al ritmo di musica con simboli e gesti che ricordano divinità antiche. Poi al tintinnìo di campanelli appare Enheduanna, avvolta in un mantello rosso che le copre anche il viso, con una voce squillante e potente recita con una certa enfasi:
“Io sono stata mandata dal potere
e sono giunta su quelli che si riflettono in me
Prendetemi con voi
ovunque voi siate
in qualunque tempo
Non ignoratemi
perché io sono la prima e l’ultima
L’onorata e la derisa
La meretrice e la santa
La moglie e la vergine
La madre e la figlia
La sterile dai molti figli
La compassionevole e la crudele
Stai in guardia
Non odiare la mia obbedienza…
Quando sono debole non abbandonarmi
E non temere il mio potere.” (Qui il video )
Elena viene coinvolta in un ascolto emozionale attraverso questo monologo e riconosce in questa donna leggendaria, che canta la sua dea, il ruolo di archetipo femminile. Lei è contemporaneamente regina della terra e del cielo, della materia e dello spirito, dell’oscurità e della luce, dell’abbondanza della terra e guida celeste. Incarna il femminile regale e indipendente dalle tante sfaccettature: guerriera, amante, madre, seduttrice. Può rappresentare il modello ideale della donna moderna, spesso madre e donna emancipata e donna dai tanti “me” al tempo stesso.
La prima poetessa della storia, la prima a firmare le proprie opere, parla dei sentimenti, della vita e della religione e fa della poesia la Dea di tutte le dee.
Elena si lascia coinvolgere da una carica emotiva, ha bisogno di riflettere, ringrazia Amdir e gli confessa che comincia ad avere fiducia in lui:
− Ho trascorso una serata veramente distensiva, in questo viaggio nel tempo, sei stato il mio Virgilio! Ci sentiamo per risolvere anche il problema dell’hacker?
− Sì! Inviami la tua password per accedere alla posta!
Elena esce da Pianeta 3D, ma prima di disconnettersi controlla il profilo di Amdir sui social. Scopre che vive a Milano e che è un investigatore informatico, quindi tutto dovrebbe corrispondere a verità. Tira un sospiro di sollievo e gli invia la sua password. Poi si abbandona sul divano.
È una notte inquieta e buia. Una di quelle da passare insonni, con stormi di pensieri carichi di ansia e di solitudine. Sente l’eco del canto di Enheduanna: “Prendetemi con voi in qualunque tempo…” riconosce se stessa, rivede alcune donne sue clienti, violentate, abbandonate, derise e maltrattate…Prende coraggio e sale su quella zattera sumera in cerca di una via di fuga dalle sue paure.
Al palazzo Bonaparte,Roma Piazza Venezia il 24 aprile visita alla mostra di Van Gogh, un pittore tra i miei preferiti.
A 170 anni dalla nascita del genio olandese, questa mostra ripercorre la vicenda artistica e umana in una narrazione cronologica, attraverso 50 opere provenienti dal Museo Kröller Müller di Otterlo - che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh.
Preziose testimonianze biografiche arricchiscono l'esposizione che, attraverso i luoghi, in cui l'artista aveva trascorso periodi della sua vita, ci mostra tutto il suo percorso artistico, dai luoghi olandesi della giovinezza alle atmosfere parigine e i luoghi dalla luce calda del sud della Francia fino a St.Remy e Ouverse-Sur Oise dove si concluse tragicamente la sua vita.
Del periodo della giovinezza mi sono molto piaciuti i ritratti di alcuni personaggi umili, lavoratori, contadini e in special modo quelli delle donne,(donna che pela patate,donne nella neve che portano sacchi di carbone, contadina che lava una penola) che, in atteggiamenti di goffa dolcezza, dall'espressività dei volti, attestano la sua vicinanza alle persone più deboli della società.Van Gogh era attratto dalla condizione dei contadini, dei tessitori, dei minatori con i quali viveva a stretto contatto e, attraverso la pittura e il disegno, ha inteso raccontarne il dolore, la silenziosa e dignitosa sofferenza, evidenziandone lo stoicismo e la capacità di sopportazione, quasi un percorso di espiazione, perché, come scrive egli stesso «saper soffrire senza lamentarsi, questa è la sola pratica, questa la grande scienza, la lezione da apprendere, la soluzione al problema della vita».
La mostra si è rivelata all'altezza
delle aspettative: il percorso molto
ben organizzato,la guida attraverso l'auricolare, le didascalie ben
posizionale e ben scritte, dei pezzi
di collezioni private davvero pregevoli e rari da vedere e alla fine
anche la stanza con esperienza immersiva. Unica nota dolente, la
quantità di persone presenti nelle sale, davvero eccessiva per una
fruizione di qualità! Si potevano scattare le foto, ma molte non sono
venute, forse perchè l'illuminazione era solo sui quadri e quindi luce
insufficiente.
La mostra è ancora visibile su questo link scaricato dal QR Code
Con la neve si para la tagliola
e si aspettano i gridi dei fringuelli.
La maestra ai bimbi della scuola
legge un verso d'amore per gli uccelli.
Mi piacevano i versi e la taglìola.
Mostra di immagini AI di Mario Fontanella (Sergej Zarf) e Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto) sugli orrori e gli errori della guerra
I punti più salienti delle assurdità delle guerre rappresentate nella mostra: domande e risposte tra l'Intelligenza artificiale e gli autori
Dalla notecard in Craft Wordl
1. La guerra della carta igienica
L'acquisto di carta igienica in preda al panico durante una crisi può essere attribuito a una combinazione di fattori, tra cui la paura della scarsità e il desiderio di controllo. Quando le persone percepiscono una potenziale scarsità di beni essenziali, possono provare un senso di urgenza nel rifornirsi di scorte per assicurarsi di averne a sufficienza per soddisfare le proprie esigenze. Inoltre, fare scorta di carta igienica e di altri prodotti può dare un senso di controllo e sicurezza in un momento di incertezza e ansia. Anche i media sociali e tradizionali possono contribuire a questo comportamento amplificando e diffondendo informazioni o voci sulla scarsità, portando a una profezia autoavverante di aumento della domanda.
2. CUI PRODEST?
Diversi gruppi e individui possono avere interesse nella guerra, tra cui i governi che cercano di proteggere o espandere il proprio territorio, le imprese che traggono profitto dalla fornitura di armi o altri beni e servizi per la guerra e i gruppi ideologici o religiosi che cercano di portare avanti il proprio credo o i propri programmi attraverso mezzi violenti. Tuttavia, è importante notare che molte persone e organizzazioni lavorano attivamente per prevenire la guerra e promuovere la pace.
3. Il paesaggio dopo la battaglia
Il paesaggio dopo una battaglia moderna è tipicamente caratterizzato da una distruzione diffusa, che comprende edifici, infrastrutture e caratteristiche naturali danneggiate o distrutte. Possono essere presenti detriti, macerie e altri resti del conflitto, nonché ordigni inesplosi e altri pericoli. In alcuni casi, il paesaggio può essere contaminato da materiali pericolosi o inquinanti. L'entità e la natura dei danni dipendono dal tipo e dall'intensità della battaglia, nonché dalle armi e dalle tattiche impiegate.
4. La verità muore prima in guerra
L'affermazione "la verità muore prima in guerra" suggerisce che in tempi di guerra può essere difficile discernere ciò che è vero e ciò che non lo è, e che la verità è spesso una delle prime vittime della guerra. Questo perché la propaganda, la disinformazione e l'informazione sono spesso utilizzate come strumenti di guerra per plasmare l'opinione pubblica, indebolire il nemico e mantenere il morale delle truppe e della popolazione in generale. Durante una guerra, narrazioni e informazioni contrastanti possono rendere difficile discernere la verità, poiché ogni parte cerca di promuovere i propri interessi e di dipingersi in una luce favorevole. Inoltre, la nebbia di guerra, che si riferisce alla confusione e all'incertezza che spesso accompagna i conflitti militari, può rendere difficile riportare accuratamente gli eventi in tempo reale. Di conseguenza, può essere necessario del tempo per far emergere la verità e, anche in quel caso, essa può essere soggetta a interpretazioni e manipolazioni da parte di chi ha un ordine del giorno.
5. Guerra virale
Alcuni virus possono impegnarsi in una cosiddetta "interferenza virale" o "competizione virale", in cui competono l'uno con l'altro per le risorse all'interno del loro ospite, come le cellule o i nutrienti. In alcuni casi, questa competizione può portare alla soppressione o all'eliminazione di uno dei virus, mentre in altri casi può portare alla comparsa di un nuovo ceppo virale che ha un vantaggio competitivo sugli altri. Un esempio ben noto di interferenza virale è l'interazione tra il virus dell'influenza e il virus respiratorio sinciziale (RSV), dove l'infezione con un virus può fornire un certo grado di protezione contro l'altro virus a causa della competizione per le cellule e le risorse dell'ospite.
6. Documenti di "storia alternativa
Nel giugno del 1440, Anghiari, un piccolo paese della Toscana, fu al centro di una famosa battaglia. La battaglia tra le forze milanesi dei vermi millepiedi e l'esercito dei turbo scorpioni della Lega Italiana.
7. Una premonizione della guerra mondiale
Spunto originale di Salvador Dalì 1936: "Le parti del corpo impazzite, consumate da cataclismi narcisistici e biologici, si dilaniano in un delirio di autoillusione" per il dipinto Costruzione morbida con fagioli bolliti Premonizione di guerra civile
Futuro dell'occidente? Il soldato
La Universo Culturale Lucano con il testo"UNO SGUARDO SUL CREATO"a cura di Novella Capoluongo e il contributo di 41 autori a...