
L"Otello” di Shakespeare, firmato da Dacia Maraini e diretto da Giorgio Pasotti è uno spettacolo molto emozionante e coinvolgente. Lo spettatore viene immerso in una scenografia fatta di specchi riflettenti in cui non vede solo Otello in balia dei suoi demoni ma vede i riflessi delle fragilità umane.
Gli specchi servono a moltiplicare le prospettive, rappresentando le manipolazioni di Iago che distorcono la realtà, finché Otello non riesce più a distinguere il vero dal falso. L’amicizia diventa uno strumento di potere.
Giorgio Pasotti, nel suo doppio ruolo di regista e di attore sulla scena nei panni di uno spietato, glaciale Iago, orchestra la tragedia come un oscuro burattinaio.
Otello è lo specchio del dolore, appare come un uomo che vive la propria diversità come una sfida e poi finisce per soffocare l’amore sotto il peso di un possesso malato e si suicida preso dai rimorsi.
Claudia Tosoni interpreta Desdemona che è il simbolo di ogni donna che cade vittima di un amore folle che uccide.
Grazie alla drammaturgia di Dacia Maraini, l’opera diventa un manifesto contro il patriarcato e la violenza di genere. Desdemona è descritta come una donna libera e coraggiosa che sceglie di sposare Otello per amore, sfidando le convenzioni e l’autorità paterna.
Dacia Maraini mette in risalto come la famiglia e la società dell’epoca (ma con riflessi attuali) siano dominate da uomini che vedono le donne come proprietà.
A rendere questa esperienza più coinvolgente sono le musiche originali di Patrizio Maria D’Artista. che evocano il battito accelerato di chi ha paura, il senso di soffocamento della gelosia e il contrasto tra il bene e il male, tra l’amore e l’odio.
Ho letto commenti positivi e anche negativi da chi vede in questa trasformazione dell'opera di Shakespeare in una soap opera. A me è piaciuta molto, il teatro era pieno di giovani, forse perchè il regista Pasotti ha realizzato il film "Per Elisa", la ragazza di Potenza scomparsa, il cui cadavere è stato ritrovato in una chiesa. Lo spettacolo si è concluso con la frase di un attore " Siamo tutti colpevoli", perchè tutti noi siamo protagonisti e artefici del mondo in cui viviamo.



