martedì 19 maggio 2026

Viterbo - Lago di Bolsena

 1-2 maggio 2026-  Visita a Viterbo, la Città dei papi, ricca di storia e bellissime opere d'arte. 

Viterbo vide il suo periodo di massimo splendore nella seconda metà del Duecento, quando la corte papale si trasferì qui per sfuggire dai pericoli della vicina Roma. Conserva ancora le mura medievali, estese per circa quattro chilometri, il cui tratto più antico risale al 1095 e il cui tracciato è conservato quasi perfettamente integro, con le due porte principali (porta Romana e porta Fiorentina) e le altre minori. Presenta un vasto centro storico medievale, con il quartiere di San Pellegrino , sul percorso della via Francigena,un dedalo di viette lastricate che collegano ristoranti e osterie a piccole piazze intessute di storia.
Le torri con archi, interrompono la prospettiva creando scorci fotografici ad ogni angolo.

Il leone, simbolo di Viterbo

Viterbo Leone 

l quartiere San Pellegrino è un quartiere del centro storico della città di Viterbo,  situato sul percorso della via Francigena. L'asse principale inizia da Piazza san Carluccio e continua lungo via San Pellegrino fino alla piazza centrale su cui confluiscono vicoli laterali e su cui si affacciano l'omonima piccola chiesa e il palazzo degli Alessandri.

La zona cittadina aveva caratteristiche residenziali e conserva torri e palazzi duecenteschi, spesso dotati di profferlo, che mantengono il loro aspetto medievale. Alcuni edifici sono andati distrutti durante le lotte per il potere tra le famiglie viterbesi, tra cui il palazzo Gatti, di cui rimane solo una piccola porzione in via Cardinal La Fontaine, mentre il palazzo degli Alessandri venne salvato soltanto grazie all'intervento di papa Innocenzo IV. Questo palazzo presenta la particolarità di avere un profferlo interno, cioè all'interno del perimetro dell'edificio e con un parapetto all'altezza dell'entrata, visibile dalla piazza.

Siamo capitati a Viterbo mentre si svolgeva la manifestazione "San Pellegrino in Fiore" con delle installazioni artistiche, che ridisegnano lo spazio urbano in un percorso  chiamato"Visioni effimere nella città dei papi"  con un'affascinante dicotomia tra pietra locale, chiamate peperino e tufo, ed i mille colori della primavera.

San Pellegrino in Fiore 2026, il significato delle installazioni: la spiegazione
https://www.viterbotoday.it/attualita/san-pellegrino-in-fiore-installazioni-1-2-3-maggio-2026.html
© ViterboToday

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Palazzo dei Papi, costruito fra il 1255 e il 1266 sul colle di San Lorenzo per ospitare e proteggere i pontefici durante il loro soggiorno a Viterbo, con la celebre loggia formata in un solo lato da sette archi sorretti da esili colonnine binate che si intrecciano formando una elegante trabeazione. Dalla loggia si entra nella grande Sala del Conclave, teatro della famosa elezione di papa Gregorio X

Un episodio da ricordare, che attirò addirittura l'attenzione mondiale su Viterbo, fu l'elezione papale del 1268-1271, che portò Gregorio X al soglio pontificio: i cardinali che dovevano eleggere il successore di Clemente IV si riunivano inutilmente da quasi 20 mesi, quando il popolo viterbese sdegnato da tanto indugio, sotto la guida del Capitano del popolo Raniero Gatti, giunse alla drastica decisione di chiudere a chiave i cardinali nella sala dell'elezione (clausi cum clave), nutrirli a pane e acqua, e scoperchiare il tetto lasciandoli esposti alle intemperie, finché non avessero eletto il nuovo Papa; alla fine i cardinali - pressati anche dalle continue rampogne di Bonaventura da Bagnoregio - scelsero il piacentino Tedaldo Visconti, che in quei giorni si trovava inTerra Santa per lanona crociata. Il nuovo papa prese il nome di Gregorio X, (1272), e, vista la bontà della "clausura", stabilì con la costituzione apostolica Ubi Periculum che anche le future elezioni papali avvenissero in una sede chiusa a chiave: era nato il Conclave. (Wikipedia)   Il nuovo papa prese il nome di Gregorio X, (1272), e, vista la bontà della "clausura", stabilì con la costituzione apostolica Ubi Periculum che anche le future elezioni papali avvenissero in una sede chiusa a chiave: era nato il Conclave.  

Sala conclave

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                                                                 Vista dalla loggia dei papi 


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LAGO DI BOLSENA 

Di pomeriggio  abbiamo fatto un'escursione al lago di Bolsena. Lungo una strada di ulivi e vigneti ad un tratto s'intravede questo lago, grande e calmo. Il lago è nato da un vulcano, e questa origine si sente nei colori della pietra, nel profilo delle colline, persino nel silenzio che lo circonda. 

 

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Foto mie, informazioni da Wikipedia 



mercoledì 6 maggio 2026

Tivoli

Tivoli -ViterboViaggio in macchina per cinque giorni 29 aprile-3 maggio

TIVOLI 

Mentre la parte moderna della città, costruita o ricostruita dopo la secona guerra mondiale presenta caratteristiche architettoniche e urbanistiche modestissime, la parte antica conserva persistenze medioevali di rilievo e permette percorsi interessanti e pittoreschi. Si trovano qui, anche, i principali e più antichi siti archeologici urbani, come l'acropoli, con il tempio rettangolare (detto tempio della Sibilla ma forse dedicato a Tiburno, mitico fondatore della città) e il tempio rotondo (detto tempio di Vesta ma verosimilmente dedicato alla Sibilla), il cosiddetto tempio della Tosse, probabilmente vestibolo di una villa di epoca imperiale rimasta incompiuta e trasformato in chiesa nel Medioevo il santuario di Ercole Vincitore, straordinario centro economico-religioso della città fino all'epoca tardo imperiale, che ha conservato anche nei secoli successivi un ruolo gangliare nella vita cittadina diventando di volta in volta sede di conventi, chiese e attività produttive (fabbriche di armi, cartiere).

Più in alto, sulla spianata che domina la Campagna romana, sorgeva l'Anfiteatro di Bleso, costruito in età adrianea. I resti del monumento, parzialmente demolito e interrato nel XV secolo per riservarne la posizione dominante alla Rocca Pia voluta dal papa Pio II Piccolomini, tornarono alla luce nel 1948.

La città è ripetutamente citata nella memorialistica del Grand Tour e rappresentata in un gran numero di vedute. Principali punti di attrazione erano l'orrido della Villa Gregoriana e la cascata dell'Aniene, e le due ville oggi patrimonio dell'umanità UNESCO, Villa Adriana e Villa d'Este.

 

Vista dall'attico dell'appartamento in cui abbiamo pernottato per tre notti.

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Villa D'este 

Dichiarata nel 2001 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, rappresenta un capolavoro del giardino italiano con l’impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche.

Il cardinale Ippolito II d’Este, dopo le delusioni per la mancata elezione pontificia, fece rivivere qui i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fointanebleau e rinascere la magnificenza di Villa Adriana.
Governatore di Tivoli dal 1550, accarezzò subito l’idea di realizzare un giardino nel pendio della Valle gaudente, ma soltanto dopo il 1560 si chiarì il programma architettonico e iconologico della Villa, ideato dal pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio e realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani. Il palazzo fu decorato dai protagonisti del tardo manierismo romano.

La Villa era quasi completata alla morte di Ippolito d’Este nel 1572. Ad ulteriori interventi nel XVII secolo seguì un periodo di decadenza, finché il cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe ne rinverdì i fasti ospitando anche il musicista Ferenc Liszt (1811-1886). Acquisita dallo Stato italiano, fra gli anni Venti e Trenta del Novecento la Villa fu restaurata e aperta al pubblico.

(https://villae.cultura.gov.it/i-luoghi/villa-deste/ )

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Villa Adriana 

Dichiarata nel 1999 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, fu costruita tra il 118 e 138 d.C. dall’imperatore Adriano, in un territorio verdeggiante e ricco di acque nei pressi di Tivoli, l’antica Tibur.

La Villa si estendeva su un’area di almeno centoventi ettari, comprendente strutture residenziali, terme, ninfei, padiglioni e giardini. I vari edifici erano collegati fra loro, oltre che da percorsi di superficie, anche da una rete viaria sotterranea carrabile e pedonale, funzionale ai servizi. Straordinaria era la ricchezza della decorazione architettonica e scultorea della villa che è stata oggetto di frenetiche e sistematiche ricerche a partire dal Rinascimento. Quasi tutti i principali musei e collezioni di Roma e del resto d’Italia, nonché d’Europa, annoverano tra le loro opere esemplari provenienti da Villa Adriana.

Attualmente l’area visitabile è di circa 40 ettari. (Wikipedia)

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Villa Gregoriana

Nel 1832 papa Gregorio XVI promosse una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le continue esondazioni dell’Aniene, incanalando le sue acque in un doppio traforo scavato nel monte Catillo e ingrossandole poi artificialmente dando così vita ai 120 metri di salto della nuova Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore. Compiuta l’opera, il Papa creò il parco che porta il suo nome e che per oltre un secolo fu meta di artisti, letterati e uomini di cultura che ne raccontarono al mondo la bellezza.

Nel secondo dopoguerra, il sito divenne di proprietà dello Stato Italiano e nel 2002 l’Agenzia del Demanio lo diede in Concessione al FAI, per la sua valorizzazione e per il ripristino del parco oggetto di un gravissimo dissesto idrogeologico. Grazie all’impegno profuso, nel 2005 venne finalmente riaperto al pubblico che oggi può di nuovo percorrere gli antichi sentieri liberati dai rovi, annusare essenze prima soffocate da decenni di incuria e abbandono, godere con tutti i sensi delle settantaquattro specie arboree presenti e scoprire interessanti reperti di diversi generi ed epoche, immersi nella natura più rigogliosa. Tra questi, i resti della Villa del console romano Manlio Vopisco, sontuosa dimora celebrata anche da Stazio, e, sull'acropoli, i templi romani tra cui quello celebratissimo di Vesta. (FAI)


 


  



   


Le foto sono mie
 

 

 

martedì 28 aprile 2026

Diario di un killer sentimentale di Luis Sepulveda

 

Diario di un killer sentimentale di LUIS SEPULVIDA


Ho trovato questo libro tra i libri in casa, non ricordavo di averlo letto, è del 1996, ma rileggendolo, qualcosa ho ricordato ed è stata una riscoperta in tutti i sensi. 

 E' un genere diverso dagli altri romanzi di Luis Sepulveda, avevo letto con i miei alunni La storia della gabbianella e il gatto, un racconto che ricordo bene che porta a fare molte riflessioni sul rispetto dell'altro...

Questo è un noir, genere che non mi sarei aspettata da questo autore, che con la sua estrema semplicità descrive la professionalità di un killer, il quale in quanto tale non dovrebbe mai farsi coinvolgere dai sentimenti... e invece è un "sentimentale".

 ll killer è il personaggio che si racconta in un diario di 7 giornate, dialogando allo specchio con il suo alter ego, che appare ancora più cinico e che lo richiama alla realtà  «Mi disse dallo specchio un tipo in costume adamitico che mi assomigliava come una goccia d’acqua: “un assassino che parla di lealtà. Stronzo”, ribatté lui sollevando un rasoio simile al mio».

Un Killer assai abile nell'eseguire gli "incarichi", molto richiesto e molto ben pagato, commette un grave errore, si innamora di una bellissima ragazza francese e intraprende con lei una convivenza molto "borghese", interrotta soltanto dai suoi viaggi per il mondo, ovunque ci sia qualcuno da uccidere. Poi però la francesina lo lascia per un altro, e lui si ritrova in uno stato di prostrazione e di sgomento .

Questo accade mentre deve portare a termine un incarico particolarmente difficile, che lo obbliga a spostamenti continui, da Madrid a Istanbul, da Francoforte a Parigi, fino a Città  del Messico.   

"L'incarico", cioè il suo obiettivo, è Victor MujicaSi trova ad Istanbul per un convegno di organizzazioni non governative. Si guarda le sue foto per riconoscerlo e si pone delle domande mentre invece doveva essere rischioso farsi troppe domande in un mestiere come il suo, dove non "esistevano licenziamenti ma certificati di morte" . Voleva scoprire notizie della sua vittima: Chi voleva la morte di quel messicano? Quali peccati aveva commesso? Perché un filantropo appariva coinvolto in traffici di droga? 

 Il killer pedina la sua vittima, ma commette l'errore di attaccare un agente americano in borghese nell'albergo che ospita Mujica. Rischia anche la vita nel bazar della città turca, dove due turchi tentano di ucciderlo: i due però vengono uccisi proprio da Mujica che salva la vita al killer e scopre  che dovrà essere ucciso proprio da lui  

La trama è abbastanza breve e mostra, senza dare giudizi morali, la vita di un killer "sdoppiato": da una parte la delusione e la rabbia per come è stato lasciato da quella donna che in fondo  amava profondamente, dall'altra però ci sono da rispettare le regole rigide del lavoro del killer, che vietano qualsiasi legame sentimentale e e per questo sarà licenziato e mandato  ad una sorta di pensionamento anticipato. 

 Ma prima egli deve  condurre a termine il suo compito e a questo punto c'è il colpo di scena finale, c'è un'altra persona che  il killer non avrebbe mai pensato di incontrare, e .... il killer resta killer anche se con qualche vaga traccia di sentimentalismo.  

 Il genere di questo libro è  quello del noir, ne ha tutti i meccanismi specie nel racconto delle tante efferatezze compiute dal killer.  Pur nella sua brevità, la trama  diventa incalzante e riesce a convolgere il lettore.

Mi è piaciuto per  la  scrittura molto curata che rende la trama avvincente, anche se i personaggi sono vagamente accennati. Molto ironico ma riflessivo, il messaggio che ho colto : anche i duri hanno un cuore... la vita è imprevedibile e non si sa mai cosa aspettarsi.

E stato scelto questo libro tra i tre che ho proposto nel gruppo "La Potenza dei libri" . Ci sono stati molti commenti positivi per quel che riguarda la scrittura molto scorrevole e puntuale nel descrivere giorno per giorno i fatti, quasi come una sceneggiatura di un film.


  

Viterbo - Lago di Bolsena

 1-2 maggio 2026-  Visita a Viterbo, la Città dei papi, ricca di storia e bellissime opere d'arte.  Viterbo vide il suo periodo di massi...