giovedì 13 gennaio 2022

Lago di Bracciano

Alba sul lago di Bracciano da Trevignano

Tramonto
 

Il paesaggio di questo lago  è incantevole, quasi magico, riesce a rapirti e ti avvolge in un balsamo di forme, odori e colori che infondono un senso di quiete e di tranquillità. Queste foto sono state fatte il 31/12/2021, non c'era molta gente, perciò non c'era confusione, era una bella giornata soleggiata, la serata fredda e con molta umidità, non so d'estate, di sicuro sarà diverso...

" Il lago di Bracciano, originariamente chiamato anche lago Sabatino ( Lacus Sabatinus), è un lago che riempie una depressione di origine  vulcanica e tettonica, situato nel nord della città metropolitana di Roma, circondato a nord dai Monti Sabatini. 

La sua superficie di 56,5 km² ne fa l'ottavo lago italiano per estensione, il terzo del Centro Italia (dopo il lago Trasimeno e quello di Bolsena) nonché il secondo del Lazio. La sua profondità massima, circa 160 m,[2] lo rende a sua volta il sesto lago italiano per profondità (il secondo del Centro Italia dopo il lago Albano). Il lago non presenta isole e ha un emissario, il fiume Arrone, che origina sulla costa sudorientale e sfocia nel mar Tirreno in località Maccarese.

Le acque sono equamente ripartite fra i territori dei tre comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano i cui abitati vi si affacciano rispettivamente da sud-ovest, sud-est e nord, praticamente equidistanti fra loro. (https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Bracciano)"

 

sabato 8 gennaio 2022

Baccalà alla catalana

 Oggi ho seguito questa ricetta,abbastanza facile. Mi è venuta bene , molto piaciuta e voglio fissarla.

L'enigma dell'abate nero di Marcello Simoni

 


 Secretum Saga
"Estate 1461, Mar Ligure. Angelo Bruni, diventato mercante navale e all’occorrenza contrabbandiere, abborda una nave proveniente da Avignone, intenzionato a saccheggiarla. A bordo di quell’imbarcazione, però, si nasconde una spia informata di un complotto ordito ai danni del noto cardinal Bessarione. Deciso a sfruttare a proprio vantaggio quell’informazione, Angelo pianifica di correre in soccorso del prelato, che si trova a Ravenna, per derubarlo delle sue ricchezze con l’aiuto del ladro Tigrinus. Ma l’avventura non andrà come previsto e Tigrinus raggiungerà Ravenna da solo. Qui, però, diventerà inaspettatamente il bersaglio di attacchi incrociati: quelli dei fedeli di Bessarione, convinti che il ladro fiorentino sia un sicario pericolosissimo, e quelli di Bianca de’ Brancacci, inviata a Ravenna da Cosimo de’ Medici. Inseguimenti, catture, fughe rocambolesche: Tigrinus dovrà fare appello a tutta la sua astuzia e al suo ingegno per salvarsi la vita e recuperare la Tavola di Smeraldo, il pericoloso libro che tutti vogliono. E mentre lotta per scampare alla morte scoprirà una verità sconvolgente che riguarda l’inquietante Abate Nero… "

Questo ultimo libro della saga Secretum , come gli alti due, risulta coinvolgente per i diversi colpi di scena e per la descrizione dei luoghi. ci narra un intreccio fittissimo di crimini e intrighi di metà Quattrocento. Tutto ruota intorno a un antico testo esoterico, La Tavola Di Smeraldo attribuito a Ermete Trismegisto. Tra le sue pagine si nasconde la conoscenza dell’universo, l’antica saggezza della trasmutazione, i segreti del cosmo e della longevità. Se qualcuno dovesse ottenere quella conoscenza, diventerebbe il padrone della vita, una specie di essere sovrumano che potrebbe fare ogni cosa. A volte però, un po' sotto tono, perché  rappresenta la conclusione della saga, comunque piacevole da leggere. Letto in cartaceo... mi stavo disabituando...preferisco leggere su Kindler...

Lo consiglio a chi è interessato a questo genere.

Qui il primo volume della saga 

Qui il secondo volume della saga 

L'autore

 

domenica 19 dicembre 2021

Assaggi virtuali di cucina lucana

Un incontro davvero interessante a Christmas Spirit, in Craft, al ristorante Luna Rossa, Terranova di Pollino, con lo chef cibosofo Federico Valicenti, che ci ha parlato della cultura del cibo e della cucina popolare lucana.


Lo chef Valicenti in una lunga intervista ci ha parlato del cibo come cultura e identità di un popolo e della sua cucina come riscoperta e rivisitazione della tradizione, di gusti, di cibi e ricette antiche.

Tra antichi piatti citati, ricordo la Ciampotta, l'Acquasale, il Panecotto, i peperoni crusc...



giovedì 16 dicembre 2021

Do Do Sol Sol La La Sol

Do Do Sol Sol La La Sol è un drama coreano di 16 episodi della durata di un’ora ciascuno,  su Netfilx dal 3 dicembre 2020. Racconta la storia di una pianista di buona famiglia, Gu Rara (Go Ara). Dall’infanzia fino ai suoi venticinque anni, la sua vita è stata un susseguirsi di sfortune: una tragedia familiare, un catastrofico concerto, un’umiliazione nuziale e un’altra tragedia familiare. Nonostante tutto ha una personalità brillante.La sua vita sembra toccare il fondo quando la sua famiglia finisce sul lastrico e lei si trova imbrogliata con un pesante acconto per il suo appartamento. Decide di lasciare il distretto di Gangnam a Seoul, per dirigersi verso la costa ed evitare i creditori. Ma schianta la sua auto e subisce un infortunio che mette in pericolo la sua carriera musicale.La giovane inizia a lavorare insegnante nell’Accademia Pianistica La La Land, in un piccolo villaggio. Qui incontra Sun-Woo Joon (Lee Jae-wook), un individuo spensierato ma cordiale. Non si preoccupa di quello che gli altri pensano di lui, ma ha un gran cuore. È uno spirito libero e non ha un sogno o un obiettivo specifico per la sua vita. Fa quadrare i conti facendo lavori part-time.La storia diventa presto un triangolo amoroso, che verrà tirato avanti da inevitabili comprensioni, con l’arrivo del chirurgo ortopedico Cha Eun-seok (Kim Joo-hun), che soffre di superlavoro e di un matrimonio deludente.

Molto bravi gli attori,  anche le figure secondarie che si fanno amare per la loro simpatia. La scenografia veramente spettacolare per i paesaggi da favola...



sabato 11 dicembre 2021

Penne piccanti al polpo

 
Ho provato questa ricetta

Ingredienti

4 persona/persone

Pennette piccanti al polpo

  • 320 g pasta secca
  • 400 g polpo fresco
  • 200 g passata di pomodoro
  • 30 g scalogno, o cipolla
  • 30 g carote
  • 30 g sedano
  • 10 g capperi
  • 10 g pomodori secchi
  • 10 olive nere denocciolate
  • 30 g olio
  • timo fresco
  • prezzemolo fresco 
  •  peperoncino

 
Preparazione della ricetta 

Nel coperchio chiuso mettere qualche gambo di prezzemolo, scalogno, carota, sedano, peperoncino 5 sec./vel. 5 e raccogliere sul fondo.

    1. Unire l'olio, 3 min./120°/vel.1, poi il polpo spezzettato, 5 min./120°/antiorario/vel.1.
    2. Aggiungere la passata di pomodoro, niente sale, 20 min./100°C/antiorario/vel. 1.
    3. Nel frattempo mettere i pomodori secchi a bagno in acqua tiepida per 15'.
    4. A fine cottura unire le olive spezzettate, i pomodori secchi tagliati a julienne e i capperi tritati finemente, aggiustare di sale 5 min./Varoma/antiorario/vel. 1.
    5. Nel frattempo cuocere la pasta al dente, scolarla e farla insaporire nel boccale 1 min./antiorario/ vel.soft.
    6. Spolverare con un trito di timo o di prezzemolo.
     

giovedì 9 dicembre 2021

SOGNO DI NATALE -TESTO di LUIGI PIRANDELLO


"Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l'impressione d'una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l'anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors'anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori... E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

- Buon Natale - e sparivo...

Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d'incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d'un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.

Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l'immagine di lui m'attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m'arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d'una luce interiore, sorvolava su un'alta siepe di rovi, che s'allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant'egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.

Dall'irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d'una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell'immenso arco dell'orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.

A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d'una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.
- Non dormono... - mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d'odio e d'invidia pronunziate nell'interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l'impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: - Anche per costoro io son morto...

Andammo così, fermandoci di tanto in tanto, per un lungo tratto, finché Gesù innanzi a una chiesa, rivolto a me, ch'ero la sua ombra per terra, non mi disse:

- Alzati, e accoglimi in te. Voglio entrare in questa chiesa e vedere.

Anna di Niccolò Ammaniti

   Una misteriosa malattia soprannominata "Rossa" si diffonde  in tutto il mondo nel 2016. Una malattia che causa in breve tempo l...