martedì 13 ottobre 2026

Anna di Niccolò Ammaniti


 


 Una misteriosa malattia soprannominata "Rossa" si diffonde  in tutto il mondo nel 2016. Una malattia che causa in breve tempo la morte dei contagiati e  sembra impossibile da curare o evitare. Gli unici che risultano immuni sono i bambini, poiché il virus rimane latente  fino ai quattordici o quindici anni, e   da soli devono provvedere a sopravvivere senza  elettricità o acqua corrente. 

La tredicenne Anna vive da sola con il fratello minore Astor in un podere  in Sicilia. Per non far conoscere la terribile realtà che c'è nei dintorni al fratello, la ragazzina, uscendo dalla casa per andare a cercare cibo e altre risorse nei dintorni.  gli racconta di cosiddetti "mostri" che vivono all'esterno del bosco in cui si trova il loro rifugio, affinché non cerchi mai di avventurarsi all'esterno.

 Anna fa affidamento soprattutto su un quaderno lasciatole dalla madre poco prima di morire, nel quale sono contenute dettagliate istruzioni su come sopravvivere in varie circostanze. Un giorno la ragazza, durante una delle sue peregrinazioni, ha uno scontro con un feroce cane maremmano inselvatichito. Quando ritorna sul posto e lo trova ancora vivo contro ogni aspettativa, decide di avere pietà di lui e lo disseta con un po' d'acqua, permettendo così, senza saperlo, la sua sopravvivenza e poi se lo ritroverà come compagno delle sue avventure.

Dopo essere tornata da un'uscita, Anna trova il podere devastato e il fratello scomparso: Astor è stato rapito da una banda di bambini capitanata da due ragazzini di nome Angelica e l'Orso, i quali reclutano vari bambini piccoli e non si fanno scrupoli a uccidere e mutilare i ragazzini che incontrano anche solo per rubare loro delle provviste. Anna decide di partire per cercarlo; lungo la strada si imbatte nel maremmano, diventato docile, il quale inizia a seguirla e che lei chiama "Coccolone". Trova Pietro, un suo coetaneo alla ricerca ossessiva di uno specifico paio di scarpe Adidas, che ritiene possa curare la Rossa. 

Pietro conduce Anna fino al Grand Hotel Terme Elise, il covo di Angelica e l'Orso. Qui si dirigono molti ragazzini con dei doni da offrire, poiché pare che lì si trovi un'adulta chiamata Picciridduna, capace di guarire dalla malattia in cambio di offerte. 

Anna trova Astor, ma il bambino si rifiuta di seguirla preferendo rimanere con gli altri bambini, accusandola di avergli mentito riguardo al mondo esterno. Anna se ne va distrutta, ma sceglie di rimanere all'hotel per assistere alla festa del Fuoco, durante la quale la Picciridduna viene bruciata affinché i ragazzini che mangino le sue ceneri possano guarire dalla Rossa. Ma il sacrificio non porta a nulla. 

Anna si ricongiunge con Pietro e Astor e i tre, accompagnati da Coccolone, si stabiliscono temporaneamente a Cefalù, dove passano un po' di tempo insieme. Il giorno successivo al suo compleanno, ad Anna vengono le prime mestruazioni; lo nasconde ai due compagni, nonostante la sua preoccupazione di prendere la Rossa, essendo diventata adulta, e  li incita ad attuare il loro progetto di raggiungere lo stretto di Messina per andare sul continente e cercare possibili adulti sopravvissuti all'epidemia.

Durante il viaggio, Pietro (che mostra i primi sintomi della Rossa), riesce a riparare un motorino che hanno recuperato, sperando di sfruttarlo per muoversi più velocemente. Tuttavia, durante una prova, ha un incidente e resta ferito gravemente; dopo tre giorni passati ad agonizzare, convince Anna ad ucciderlo asfissiandolo con due buste di plastica (metodo che lui stesso aveva praticato con un parente poco dopo il manifestarsi della malattia, per porre fine alle sue sofferenze.)

Infine Anna e Astor mediante un pedalò, raggiungono con Coccolone la terraferma, trovando delusi un ambiente abbandonato e distrutto non molto diverso dalla Sicilia. In un negozio i due fratelli riescono a trovare un paio delle Adidas ricercate da Pietro e ne indossano una a testa nella speranza che possano davvero aiutarli.

 Con "Anna" Niccolò Ammaniti ha scritto un romanzo molto struggente descrivendo in un modo macabro gli aspetti più impressionanti della morte, forse per mettere in rilievo le incertezze della vita che potrebbe travolgerci da un momento all'altro con la sua potenza, come afferma la stessa Anna " la vita non ci appartiene, ci attraversa". Ammetto che non è stata una lettura piacevole, anche se molto scorrevole e di una ricchezza di immagini, metafore e similitudini specie nelle descrizioni di tutto questo scenario apocalittico.

Riporto il pensiero dello stesso scrittore in una intervista:«Questa storia nasce da un pensiero puramente biologico-comportamentale: cosa farebbero dei bambini abbandonati a loro stessi? Da qui sono partito a ipotizzare che per qualche ragione nel mondo siano scomparsi gli adulti. Migliaia di domande sulla loro sopravvivenza mi venivano in testa. [...] È un libro che chiude la mia serie di romanzi sugli adolescenti. Non credo ne farò altri con ragazzini protagonisti. Anna supera tutti gli altri perché è l'unica completamente libera che fa un percorso completo di vita, non è condizionata dagli adulti ma può esprimere tutti i suoi pregi e difetti.» E io penso che il personaggio di Anna sia ben riuscito, ne ho apprezzato la forza e il coraggio nell'affrontare le varie difficoltà, anche se il finale lascia un punto di interrogatvo.

(Letto su Kindle)

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