Pensieri, emozioni...ricordi... Un modo per raccontarmi e lasciare un segno... Naufragata da Splinder e da Iobloggo, ora mi fermo qui...
mercoledì 7 agosto 2019
sabato 27 luglio 2019
Emmaus di Alessandro Baricco
Finito di leggerlo oggi.
La difficoltà di comprendere chi ti sta vicino
Come giovani possono perdere facilmente la strada...tutti i personaggi si perdono, tranne l'io narrante...
Non mi è piaciuto particolarmente, perché non riesco a capirne il messaggio...la pazienza del contadino nell'osservare il cielo...
mercoledì 29 maggio 2019
Storica Parata dei Turchi 2017: le interviste
La Storica Parata dei Turchi – Patrimonio d’Italia per la tradizione: principale momento identitario a Potenza organizzato in onore del Santo Patrono, viene celebrato ogni 29 maggio, giorno della Vigilia di San Gerardo La Porta. Quest'anno una celebrazione speciale per l’Anno Gerardiano, a nove secoli dalla morte del vescovo piacentino che seppe farsi amare nel capoluogo lucano.
La rappresentazione allegorica del 29 maggio vorrebbe ricordare un'invasione di Potenza da parte di un esercito turco, il quale avrebbe risalito il fiume Basento fino al capoluogo. I cittadini, impotenti dinanzi all'organizzazione militare degli invasori, si sarebbero rivolti così al vescovo, san Gerardo La Porta, e questi, invocando una schiera di angeli guerrieri, avrebbe compiuto il miracolo di liberare la città dai suoi nemici. Appare tuttavia improbabile che, in tempi geologicamente recenti, il fiume Basento sia stato navigabile, inoltre non è storicamente riscontrata un'invasione turca riconducibile al periodo di S. Gerardo la Porta. È più credibile, invece, che Gerardo la Porta, già vescovo di Piacenza, abbia cominciato a essere venerato come santo protettore della città, dopo esservi stato mandato dalla Santa Sede per contrastare la diffusione dell'eresia Catara. Difatti, è certo che i Catari, nei primi decenni del XII secolo, estendessero le ultime propaggini nel sud Italia (pur avendo le loro maggiori comunità nel nord Italia e Oltralpe).
Altre teorie fanno risalire la ricorrenza popolare ai festeggiamenti per la liberazione del re di Francia Ludovico, tenuto prigioniero dai Saraceni, festeggiamenti che sarebbero avvenuti a Potenza insieme all'autore dell'eroica liberazione, Ruggero I di Sicilia. Tale avvenimento, che avvenne poco dopo la santificazione di Gerardo la Porta, sarebbe stato ritenuto una grazia concessa da un protettore celeste, che fu naturale riconoscere nel santo appena "fatto". Secondo altri, similmente a quest'ultima ipotesi, si tratterebbe sì di una rievocazione di festeggiamenti militari, ma l'origine sarebbe la battaglia di Vienna del 1685, contro l'esercito musulmano schierato alle porte dell'Europa.
Un'altra tesi afferma che la tradizione della Parata dei Turchi risalga al 24 giugno 1578, data in cui il conte Alfonso de' Guevara giunse in città. Il popolo organizzò una grande festa e attese il conte vicino al fiume Basento, ai piedi della città. Vennero edificati tre castelli e venne simulata una battaglia con i turchi i quali vennero sconfitti e presi prigionieri. Quest'ultimo gesto voleva ricordare la battaglia di Lepanto del 1571.
Anche nella parata mi pare che ci sia un miscuglio di tutte queste ipotesi, infatti costituisce una rievocazione storica figurata che prende in considerazione i seguenti periodi storici: XII sec.- XVI sec.- XIX sec.
Quest'anno i protagonisti sono stati 1.413 figuranti, di cui 299 musici e 31 cavalieri, due carri trainati dai buoi ed altrettanti da muli e tre rapaci, sbandieratori.
All'interno della Parata dei Turchi la cosiddetta Iaccara, un fascio di canne e legna lungo circa dodici metri, del diametro di circa un metro e pesante circa una tonnellata, viene portata in spalla da devoti che indossano il costume tradizionale potentino. Si tratta di un'antica tradizione di cui vi è traccia nelle cronache storiche, ripresa, dopo oltre un secolo di abbandono, da giovani volontari della città, a partire dall'edizione del 2009. La Iaccara viene trasportata da circa 20 persone lungo tutto il percorso della parata storica e viene manovrata grazie al coordinamento degli iaccàri con il Capoiaccara che impartische gli ordini assistito da quattro aiutanti. Durante la Sfilata della Iaccara una figura burlesca, seduta a cavalcioni sul fascio, apostrofa gli spettatori spiegando che la Iaccara non è di chi la porta, né di chi la guarda, ma è di San Gerardo. La Iaccara, alla fine del percorso, viene innalzata a braccia, scalata dal Capoiaccara e incendiata in onore del Santo Patrono, ripetendo una simbologia tipica dei riti pagani, e in particolare della tradizione dei riti arborei lucani.
La Storica Parata dei Turchi parte dallo Stadio Viviani e sfila lungo i 4 chilometri fino a Largo Duomo, tappa finale dei tre quadri della rievocazione storica con il tempietto votivo dei Portatori del Santo che incontra l’icona sacra di San Gerardo custodita nella Chiesa più importante di Potenza.
domenica 26 maggio 2019
Auguri Europa
(Elvio Cipollone n. a Cese, AQ il 10/4/1954)
Mia cara Europa
Ti rivedo mentre giocavi con le compagne sulla spiaggia
e nulla sapevi del tuo destino quando venne un toro
a strapparti all'innocenza. Era l'ultimo dei miei figli travestito
il più focoso, il più avido di conquiste, Zeus.
Ti sedusse con le sue corna a forma di luna
il petto robusto, la possente schiena, il candido mantello
e tu ti lasciasti condurre nel cuore del Mediterraneo
lì dove iniziasti a generare figli.
Poi si sono moltiplicati e hanno popolato ogni tuo angolo
imparando a parlare lingue diverse: fu l'errore
il peccato originale che portò
incomprensioni e paure, guerre e genocidi.
Ora forse hanno capito e provano a ristabilre gli antichi legami
a considerarsi di nuovo fratelli
ma la vera sfida è tornare a esprimere i pensieri
i dubbi e i desideri in un'unica lingua
affinché ognuno capisca tutti
e allontani da sé l'angoscia dell'ignoranza.
Così il mio augurio per i tuoi figli, Bella Europa,
è che non dimentichino di discendere dall'Olimpo
che non restino prigionieri dell'orizzonte economico
che prendano in mano la bandiera dell'arte
coltivino la lirica, ragionino sul senso ultimo dell'umane vicende
amino la bellezza e disdegnino l'inganno
la furbizia e l'ingiusta emarginazione dei deboli.
Se sapranno resistere all'illusione che lo strumento monetario
sia sufficiente a dissolvere i confini eretti e presidiati per millenni,
se cercheranno l'unità profonda condividendo le idee
la poesia, la scienza e le emozioni
allora tu sarai il luogo del ritorno alla purezza
là dove s'avvia il risanamento del pianeta
unica strada per ristabilire l'amore
tra la madre (Terra) e il figlio (Uomo).
Ti abbraccio, ora e sempre.
giovedì 23 maggio 2019
GlI SCADUTI di LIDIA RAVERA
Un romanzo che si legge scorrevolmente, ma a dire il vero mette un po’ di angoscia, a me è piaciuto di più “Il terzo tempo” della stessa autrice, che affronta lo stesso problema, in maniera più divertente e ironica: “Insegno malinconia positiva. Soffrire da vecchi è la regola. Soltanto i vecchi speciali ce la fanno. E i vecchi speciali sono quelli che stanno bene.”…e speriamo di stare bene!
Quindi voglio terminare con la speranza che gli anziani continuino ad essere utili alla società per l’esperienza e la saggezza e che non diventino mai “scaduti”.
sabato 18 maggio 2019
Consigli di lettura: Tienilo acceso

Tienilo acceso di Vera Gheno e Bruno Mastroianni - Longanesi
Un libro, in cui gli autori vogliono darci dei consigli su come utilizzare al meglio le risorse dei Social e del Web, in questo mondo sempre più iperconnesso.Innanzitutto occorre porre le parole al centro dell’attenzione,perchè nella rete siamo quello che scriviamo e allo stesso tempo bisogna gestire al meglio la propria immagine attraverso la scelta delle foto che una volta pubblicate sono visibili a tutti.
Molto importante è la gestione dell’informazione: abbiamo a portata di clik una quantità sterminata di informazioni, ma la mancanza di controlli di qualità fa sì che qualsiasi affermazione, per quanto infondata, trovi quasi sempre un numero anche rilevante di riscontri positivi dovuti agli algoritmi che forniscono le risposte all’utente, in base alle sue scelte precedenti,secondo i due autori, infatti, «il web ti dà sempre ragione» . Questa combinazione spinge l'utente all’interno di una “bolla” impenetrabile a stimoli esterni, cioè al confronto e al rinnovamento.È all’interno delle bolle che prendono vita le false credenze e le teorie pseudo-scientifiche, ed è sempre al loro interno che si verifica “l’effetto triceratopo” o “l’effetto tinello” o prende piede il complottismo.
venerdì 17 maggio 2019
Confettura di castagne
CONFETTURA DI CASTAGNE E CACAO
CONFETTURA DI CASTAGNE
- 700 g Castagne (peso da bollite e già pulite)
- 400 g Zucchero
- 450 g Acqua
- 25 g Cacao amaro in polvere
- 1 pizzico Sale
- Mezzo Baccello di vaniglia (solo i semini)
Preparazione
1. Per preparare questa confettura di castagne e cacao serviranno circa 1kg e 200 grammi di castagne, che poi andranno incise con un coltellino e cotte. Prendere una pentola a pressione, versarci le castagne e riempire con l’acqua (fino alla tacca mi raccomando!), buttare una manciata di sale grosso, chiudere e mettere sul fuoco. Quando inizia a sibilare, abbassate leggermente la fiamma e proseguite la cottura per circa 30 minuti
2. Versatele in uno scola pasta e lasciatele raffreddare. Una volta fredde, (oppure tiepide), aiutatevi con un coltellino e un cucchiaino, e scavate la polpa. Mettetela in un piatto e pesatene 700 grammi. Ora o si utilizza il Bimby oppure si fa con il metodo tradizionale.
3. CON IL BIMBY: Mettete nel boccale la polpa delle castagne priva di ogni pellicina. Aggiungete l’acqua e fate cuocere per 15 minuti a 100° velocità 1 antiorario. A cottura ultimata frullate la polpa a velocità 6 per 30 secondi. Unire lo zucchero, la vaniglia, il cacao e il pizzico di sale. Cuocere per 30 minuti a 100° velocità 3. Non mettete il misurino, ma appoggiate sopra il cestello (come si fa per le classiche marmellate).
Anna di Niccolò Ammaniti
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