venerdì 10 novembre 2023

Scrittura collettiva "Donne scrivono donne"

 


Anche quest'anno ho voluto partecipare al laboratorio di scrittura creativa diretto dalla prof. Lorenza Colicigno, che si è tenuto in Craft Wordl nello spazio  dedicato a +Donna Zero Violenza.  

 

“Finchè scrivete ciò che volete scrivere, questa è la sola cosa che conta; e se conti per un giorno o per un’eternità, nessuno può dirlo.”Virginia Wolf  da"Donne scrivono donne"

Una scrittura di donne, (siamo in sette) che  si sono cimentate in un romanzo collettivo, composto da sei capitoli, il primo capitolo è stato scritto dalla prof. in seguito ognuna ha avuto il compito di scrivere il suo secondo... fino al sesto capitolo... Quindi per ogni capitolo sette scritture diverse, ognuna con il proprio stile.

  E' stato un percorso molto intrigante! Ma ora il gioco si fa duro! Si tratta di di intersecare ed intrecciare i vari capitoli, smussare le incongruenze, dare una successione temporale alla storia, ricostruire il racconto... Siamo in buone mani comunque, Lorenza di sicuro ci guiderà alla fine di questo percorso con i suoi saggi consigli!

 

 

Donne scrivono Donne a cura di Lorenza Colicigno

 


Craft 17 novembre 2022

 

Quando si affronta il tema della scrittura delle donne non è tanto importante ma utile punto di partenza chiedersi se occupi nel tempo quantitativamente e qualitativamente spazi ridotti rispetto a quella degli uomini. Che una poesia antica al femminile esistesse gia' nel V secolo a.C. non aveva dubbi Corinna di Tanagra in Beozia, in gara polemica con Pindaro, che criticava con  ironia ed autoironia la sua conterranea Mirtide, perché «donna di nascita, come lei, era entrata in contesa con Pindaro».  Pitagora IV-V sec a. c. trasse la maggior parte delle sue dottrine etiche dagli insegnamenti di una sacerdotessa di Delfi, Themistoclea, e Filocoro di Atene riempì un intero volume, parlando delle discepole di Pitagora a Metaponto, scienziate e poetesse insieme, la più grande Teano. Antipatro di Tessalonica riservo' a 9 poetesse un epigramma palatino. Nell'antica citta' reale parta di Nisa, nel Turkestan sovietico, Paul Bernard crede di aver individuato una giostra di 10 poetesse greche, a partire da Corinna, Mirtide, Saffo. E Taziano nel Discorso ai Greci inventario', scandalizzato, ben 13 statue di autrici pagane. Presterà attenzione alle «prose» di Pieria Io. Christianus Wolfius, che ne raccogliera' nel '700 Fragmenta et Elogia, esiste poi un archivio contemporaneo delle donne scrittrici che comprende circa mille nomi. Superato l'aspetto quantitativo, entriamo nella questione della qualità, ambito molto delicato, poiché coinvolge non solo un mix di aspetti soggettivi, ma soprattutto oggettivi, cioè tutti gli aspetti legati alla divulgazione e alla trasmissione dei testi letterari, che determinano il gusto letterario, tradizionalmente governata da una cultura maschile, il che comporta che ciò che cambia rispetto agli uomini è il livello di “risonanza”, di “fama”, di “popolarità”, e quindi anche di capacità di incidere profondamente nell'universo della scrittura, dei suoi topoi e modelli. Per tradizione, una tradizione maschile, alla donna è spettato l'hic et nunc della parola orale, all'uomo quello del ubique et semper della parola scritta. Persistere in questo schema di lettura ha generato pregiudizi di cui uomini e donne continuano ad essere vittime, certamente, è tema che necessità di essere contestualizzato e storicizzato. La parola chiave è indubbiamente “durata”, la parola è durata, la scrittura conferma questa durata, e la massima estensione della durata è l'eternità, il dio cristiano non a caso è Verbum. Chi dà durata alla parola attraverso la scrittura inevitabilmente si sente parte di un destino di eternità che passa attraverso la fama, essa ne convalida la capacità modellizzante. Ma se confrontiamo le parole di Saffo, «Morta giacerai, né piu' alcuna memoria di te / ci sara', né ora né mai. Tu non sei piu' partecipe delle rose / di Pieria e come una qualunque anche in casa di Ade / vagherai fra spettri indistinti, svanita», con quelle di Virginia Wolf “Finchè scrivete ciò che volete scrivere, questa è la sola cosa che conta; e se conti per un giorno o per un’eternità, nessuno può dirlo.”, ci accorgiamo di un lungo cammino, nel quale sono stati montati e smontati molti clichet.

 

Cominciamo dall'inizio, da un riferimento mitico, la più antica scrittura femminile nella più antica cultura greca e magnogreca ebbe come protagoniste figure femminili, e ovviamente fu necessario che esse stesse fossero toccate dalla divinità maschile, sto parlando delle Sibille, quella Eritrea e quella Cumana, ma è proprio dal modello sibillino, che sembrano emergere tre coordinate antropologiche della scrittura femminile:

 

1)la scrittrice come detentrice di parole che racchiudono una forma di potere, le parole delle formule, dei riti è proprio questa la più pericolosa, e quindi assimilata alla medichessa, alla guaritrice, diventate spesso “le streghe”, aspetto che è molto presente nella nostra cultura popolare. La parola della donna è stata per molto tempo confinata nello spazio tra il silenzio dell’esclusione e la valutazione del suo  grido come follia. O muta, o pazza, non ci sfugga l'esperienza contemporanea di Alda Merini, o strega. A questo blocco della parola femminile sembrano rispondere queste di Antonia Pozzi: cc stessi e con l’Altro è stata temuta, perché metteva a rischio sistemi di potere consolidati. La tradizione, sempre maschile, ha considerato dominio della donna altri territori oltre quelli dell'oralità, quello della parola debole, la chiacchiera, la narrazione, l’affabulazione “nello spazio del gineceo”, ma la parola che scava alla ricerca della verità e la pronuncia, quella che dà accesso alla comunicazione forte e alla decisionalità, le è stata a lungo preclusa. Ma a noi tocca anche di entrare in questo meccanismo valutativo che considera la narrazione, l’affabulazione, come una sorta di recinto marginale della scrittura femminile.

 

2)    la verità e il coraggio della verità, specificità della scrittura femminile, potremmo richiamarci alla definizione data da Marianne Moore per la poesia: “uno spazio per l’autentico”, e condividere il pensiero di Paola Mastrocola che afferma: “La scrittura femminile, più di quella maschile, è costruita sulla ricerca della verità. Scrivere è riflettere su se stesse, guardare a costo di trovare il buio e l’orrore. E’ questo estremo coraggio dello sguardo”. Una caratteristica della donna che scrive è il richiamo dell’estremo, il suo non mediare, nell’arte come nella vita. Una volta presa coscienza, la donna che scrive la propria ribellione vi si consegna senza riserve. Ed ecco da un lato le scelte di avanguardia nei movimenti letterari, le scelte estreme nella politica (AKhmatova, Barkova, Cvetaeva), nel privato (dalla medievale Eloisa a Lou Salomè, Sibilla Aleramo, fino alle suicide, come la poco nota rionerese Giuliana Brescia, ma molte altre a partire da Virginia Wolf). Tra la ricerca e la pronuncia della verità si pone un altro aspetto della scrittura femminile: la consapevolezza di usare lo stesso strumento dell'uomo, la parola appunto, ma per dire cose diverse e dare sensi diversi. Antonia Pozzi lo dice bene, svelandoci nel contempo quanto questa consapevolezza possa essere motivo di dolore, prima che di orgoglio della propria differenza, in SFIDUCIA

3) La leggerezza, se vogliamo dirlo in termini calviniani, la leggerezza, che può essere intesa come dispersione e ambiguità, come appunto per i vaticini delle sibille, ma sul piano simbolico può anche essere segno di una ricerca di libertà, di sperimentazione di giochi combinatori e di sensi altri, come modo per sfuggire al peso di modelli maschili consolidati.

 

3)    Fernanda Romagnoli parla del tema della sua scrittura, l'amore, e della scrittura stessa come di un “gioco di fonosillabe”, è affascinante il collegamento con le foglie spinte vie dal vento insieme alle parole dei vaticini Sibillini. Ma quella che abbiamo definito leggerezza, è stata dalla critica fino all'età cibernetica tutta rigidamente maschile, definita superficialità. Il fatto che la donna prediliga il tema dell'amore, che lo tratti in termini diversi da quelli tradizionali, ha condannato alla dimenticanza tanta scrittura dell'800. In questo periodo molte donne hanno scritto libri, che, anche se non vi si trova una specifica “presa di coscienza”, sono più interessanti di molti libri maschili, ma, ignorati nelle storie letterarie e nelle antologie, sono “scomparsi”, liquidati dai “critici laureati” come “senza valore”. Eccessivo lirismo, autobiografismo compiaciuto, sentimentalismo sono i vocaboli più ricorrenti. Eppure autrici come Carola Prosperi, Neera, Marchesa Colombi, la Contessa Lara, per citarne alcune, hanno scritto poesie e storie con rivolti psicologici e sociali importanti, ma cosa più grave il giudizio negativo dei maschi ha pesato e pesa come un macigno anche sulla scelta di letture femminili. Perchè questo oscuramento che ha condizionato anche le donne lettrici? Perché le emozioni, il “di dentro”, la visceralità di uno scrivere senza filtri e senza censurare il sentimento, ne hanno determinato la svalutazione immediata, non tanto sulla base di un’analisi critica attenta, ma proprio sulla base della visione del mondo, per criteri, dunque, di pregiudizio sessista. I valori che hanno prevalso sono stati quelli maschili, sono stati gli uomini a decidere cosa avesse o no valore o significato universale. Dice Virginia Woolf: “Il calcio e lo sport sono importanti, la moda, i vestiti, sono futili…Questo è un libro importante, suppone il critico, perché tratta di guerra; questo è un libro insignificante, perché tratta dei sentimenti delle donne in un salotto”.

La scrittura delle donne, dunque, ha un “essere” e un “esistere” proprio, non recinto, limite, bensì sguardo sul mondo che dall'esperienza personale giunge ad abbracciare l'universo delle relazioni con il “sé” e con l'”altro”.

domenica 29 ottobre 2023

Parco archeologico Cuma

 

 
(Foto mia )
Così la neve al sol si disigilla,
così al vento ne le foglie levi
si perdea la sentenza di Sibilla
Dante,Paradiso XXXIII
Il 15 ottobre, una domenica di questo ottobre caldo, ho visitato una parte del parco archeologico di Cuma.
Salendo lungo la via Sacra si possono osservare  i templi di Giove e di Apollo,
 
ph dal web
 
e si può accedere al cosiddetto Antro della Sibilla, un' imponente galleria scavata nel tufo lungo la terrazza che si affaccia sull’antica insenatura del porto.

 L'antro, crollato nella parte iniziale, è interamente scavato nel tufo ed ha un andamento perfettamente rettilineo, anche se tende a scendere verso la parte terminale: ha una forma trapezoidale nella parte superiore, stratagemma antisismico utilizzato dai greci, e rettangolare in quella inferiore, frutto dell'abbassamento del piano di calpestio durante il periodo augusteo; l'intera struttura è quindi lunga centotrentuno metri, alta cinque e larga due e mezzo. Lungo la  ovest, ad intervalli regolari, con la stessa forma dell'antro, furono realizzate dai romani nove aperture, di cui tre murate, con lo scopo di illuminare l'ambiente, per permettere il ricambio dell'aria. (Wikipedia)
 
Dalla terrazza dell'Acropoli uno splendido panorama del golfo e delle isole
 

 


mercoledì 11 ottobre 2023

50 anni di te

 Gustav Klimt - Madre e figlio

50 anni di te

Auguri a te!

Auguri a me

che  quel giorno

imparavo

 ad essere madre 

e a dimenticarmi di me!

Imparavo 

a tenerti per mano

e a lasciarti andare.

Imparavo 

a seguire i tuoi passi

e  inseguire i tuoi sogni.

Imparavo 

a piegare i ricordi d'amore,

 di cure, di ansie e di attese

da serbare tra le note del cuore.

E continuo a sommare

i tuoi anni ai miei anni,

a intrecciare le nostre radici

 al tempo della vita,

la vita che è un dono e un mistero 

e  dell'amore il vero respiro.

R.M.Agosto 2023

giovedì 28 settembre 2023

etica e Intelligenza Artificiale

 


 In Craft collegamento con SingularityU Milan con un incontro dal titolo

'AI Ethics - Quali domande porsi?'Fruibile in contemporanea:

- in presenza nella sede milanese di IBM

- in live streaming con la webapp di SingularityU Milan e nei

 metaversi di Spatial.io e Craft World.


 

Conduce David Orban, con l'intervento di esperti di settore 

Governare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale è ormai considerato un imperativo imprescindibile se si vuole assicurare un mondo più inclusivo, sostenibile e pacifico. L'AI è una tecnologia il cui esponenziale sviluppo sta ponendo all'attenzione della comunità globale l’importanza della definizione di un quadro di riferimento condiviso che abbia un'impostazione etica come proprio fondamento e che veda come fine ultimo la protezione dei diritti e della dignità dell'essere umano.

Negli ultimi tempi, da parte di istituzioni e gruppi internazionali, si stanno moltiplicando le iniziative di definizione di regolamenti e documenti di indirizzo per governare i processi in atto. Ad esempio nel 2021 l'UNESCO ha prodotto la cosiddetta "Raccomandazione sull’etica dell’intelligenza artificiale", il primo standard globale sull'etica dell'AI, strumento normativo che "fissa i principi etici della stessa nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell'essere umano", con l'obiettivo di fornire strumenti per "identificare, monitorare e valutare i benefici, le preoccupazioni e i rischi dei sistemi di intelligenza artificiale". La Raccomandazione è stata adottata da 193 Paesi. In Europa nel giugno 2023 è stato approvato dal Parlamento europeo l'"Artificial Intelligence Act" (AI Act) un regolamento sull'AI la cui ambizione è istituire un "quadro giuridico uniforme volto a regolare lo sviluppo, la commercializzazione e l'uso dei sistemi di intelligenza artificiale in conformità con i valori e i diritti dell'Unione Europea".

Sono stati definiti come principi fondamentali per un'AI etica: la proporzionalità e il divieto di nuocere; la sicurezza e la protezione; il diritto alla privacy e alla protezione dei dati; la governance e la collaborazione multi-stakeholder e adattiva; la responsabilità ("accountability"); la trasparenza e la spiegabilità; la supervisione e la determinazione umana; la sostenibilità; la consapevolezza e l'alfabetizzazione; l'equità e la non discriminazione.

Governare la "scatola nera" dell'AI sarà un'impresa difficile, ma "abbiamo la responsabilità di gestire questa tecnologia nel migliore dei modi possibili"; sarà nostro compito trasformare la difficoltà caotica in una complessità gestibile dalle macchine ricordando che non ha senso "cercare di imitare gli esseri umani attraverso l'AI, dobbiamo invece sfruttare ciò che le macchine, inclusa l'AI, fanno meglio" (L. Floridi). Lo strumento a nostra disposizione è il design ovvero "l'arte di risolvere un problema sfruttando vincoli e possibilità per soddisfare i requisiti prefissati in vista di un obiettivo", e questo obiettivo è il progetto comune e condiviso di modellare con lungimiranza etica una società più giusta.

domenica 17 settembre 2023

Mostra nel Museo del Metaverso


 Bellissima serata di cultura in Craft World con Elisa Laraia aka Helissa Halasy che ci ha presentato 'LAP Stories - Laboratorio di Arte Pubblica' in collaborazione con il Museo del Metaverso. 

Un'installazione che varcherà i confini dell'Europa per partecipare all'Expo della Scienza in Cina.

'La città diventa un inedito ambiente espositivo. Il fruitore incontra l'arte contemporanea.' - quote E.Laraia. 








 

Dalla notecard di Elisa Laraia

Il LAP Laboratorio di Arte Pubblica ha inteso osare rispondere all'esigenza di vivere lo spazio urbano come luogo di riflessione sul contemporaneo e di scoperta di nuovi spunti interpretativi del quotidiano attraverso l'interazione tra artista e fruitore. Il lavoro ha previsto questa costruzione collettiva nell'attuazione del territorio nazionale il primo laboratorio di arte pubblica, partendo dalla regione Basilicata e coinvolgendo artisti nazionali e internazionali nella progettazione di opere ad hoc che traggano spunto dalla storia, dagli abitanti, dal paesaggio urbano, da tutto il territorio della Basilicata.
Il LAP, nato nel 2009, ha trasformato la città di Potenza in un inedito spazio espositivo, con le sue 7 postazioni permanenti delle dimensioni di 5x2,5m distribuite nella città secondo un percorso di fruizione urbano, progettato sui flussi di maggior transito. Dal 2009 al 2011 il LAP si è avvalso per la curatela del Critico d'arte contemporanea Roberto Daolio, esperto di progetti di Arte Pubblica; dal 2012 coinvolge per la parte curatoriale Bruno Di Marino, critico dell'immagine in movimento; ha esposto opere di Elisa Laraia, Alessandra Andrini e Andrea Nacciarriti, progetto di arte contemporanea dell'hotel Orfeo. Dal 2013 ha intrapreso il suo percorso che mira al coinvolgimento dell'intero paesaggio della Basilicata, tramite l'urban screen, video proiezioni su palazzi storici della regione. Da agosto a settembre 6 eventi hanno illuminato attraverso la tecnica dello Schermo Urbano: il Palazzo Storico in Piazza Gianturco ad Acerenza, il Convento del SS. Crocifisso a Forenza, Palazzo storico di Via Roma a Calvello, il Palazzo degli Uffici a Corleto Perticara, il Teatro Francesco Stabile a Potenza, il vicinato di Via Buozzi nei Sassi a Matera. Gli eventi sono preceduti da problemi di coinvolgimento del territorio attraverso i suoi abitanti tramite laboratori urbani.
Il LAP ha iniziato il cammino per costruire una mappatura etnoantropologica della regione e trasferire esperienze da un paese all'altro. Nell'ottica di rispondere alle esigenze della comunità con il lancio verso l'Italia e il mondo, il LAP dal 2013 ha lanciato il Public Art Award, primo concorso internazionale dedicato all'Arte Pubblica finalizzato a esplorare la regione Basilicata. LAP | Premio artistico pubblico ha fatto sì che la Regione Basilicata balzasse all'attenzione internazionale, raggiungendo un pubblico di 50.000 utenti nel settore dell'arte contemporanea e coinvolgendo nella community del social network Premio d'arte pubblica, sempre in continua evoluzione, più di 300 artisti professionisti provenienti da Francia, Inghilterra, Giappone, Cina, Argentina, Stati Uniti, Messico, Spagna, Etiopia,
Il Premio LAP con il Public Art ha portato in Basilicata l'Alta Formazione sull'Arte Pubblica, strutturando in partnership con l'Università degli Studi della Basilicata, il Dipartimento DiCEM, il Corso Superiore di Arti Visive che ha svolto un Potenza e Matera dal 16 al 22 settembre 2013, con docenti altamente qualificati, Anna Detheridge, Teorica delle Arti Visive, Saggista, Presidente Connecting Cultures, Emilio Fantin Artista, Docente Universitario, Bianco e Valente Artisti, Mariadelaide Cuozzo, Docente di Storia dell'Arte Contemporanea, Università degli Studi della Basilicata, Francesco Marano, docente di Antropologia visuale, Università degli Studi della Basilicata, ospitando 20 artisti da tutta Italia e dal mondo selezionati tramite il Concorso.
Le 261 opere partecipanti al concorso hanno contribuito alla creazione di un archivio di progetti creati ad hoc per la Regione Basilicata, attualmente una disposizione dei 131 Comuni lucani per il raggiungimento dell'obiettivo del LAP: la realizzazione del primo Laboratorio permanente di Arte Pubblica a scala regionale in Italia. Il 3 dicembre 2013 la
giuria del LAP | Public Art Award 2013, composta dal Presidente Spencer Tunick, artista di fama internazionale, e dai commissari Bruno Di Marino, esperto di video arte, e Basak Malone gallerista newyorkese, ha selezionato tra i finalisti in gara i due vincitori della prima edizione del Public Art Premio, il gruppo Maria Angela Capossela e Liviana Davì, con il progetto "L'esposizione del lenzuolo - L'esposizione del lenzuolo", e Marco Rossetti, con il progetto "Sublime Bother".
Il LAP Laboratorio di Arte Pubblica | Public Art Award nella sua programmazione 2014 ha portato in tour nella regione Basilicata le opere vincitrici del LAP | Public Art Award 2013 “L’esposizione del lenzuolo” di Maria Angela Capossela e Liviana Davì e “Sublime Bother” di Marco Rossetti. Il tour è partito in luglio da Potenza, passando per Castelgrande, Lauria, Rivello, Barile, Matera, Calciano, Rionero in Vulture.  Da marzo Marco Rossetti nel suo viaggio attraverso la Basilicata ha creato un inedito racconto fotografico della regione, tradotto in 6 diverse cartoline prodotte in serie limitata di 200 e distribuite negli shops, cartoline che raffigurano le bellezze della regione parzialmente coperte da elementi di disturbo che ironicamente invitano l’osservatore ad approfondire la conoscenza di questa terra ancora da scoprire. Da maggio  anche le artiste Maria Angela Capossela e Liviana Davì hanno visitato la Basilicata con la loro opera “L’esposizione del Lenzuolo”, che, partendo dall’antica tradizione dell’esposizione del lenzuolo dopo la notte di nozze, riflette contro la violenza sulle donne, per sovvertire le posizioni sociali, per trasformare il significato della macchia in consapevolezza di genere. Lo hanno fatto incontrando Donne rappresentative di una sensibilità vera sulle problematiche di genere, prima tra tutte le Donne dell’Associazione Telefono Donna Casa delle Donne Ester Scardaccione di Potenza, unico centro antiviolenza in Basilicata, Presidente Cinzia Marroccoli, partner del LAP. Tante le Donne pronte nelle piazze della Basilicata a portare con sé un lenzuolo per compiere, una volta formato un cerchio,  il lancio del colore in tutte le variazioni cromatiche, escluso il rosso, gesto fortemente liberatorio. Le lenzuola colorate dalle donne sono state esposte in tutte le città attraversate dal LAP; a Matera, il 24 e il 25 agosto, il quartiere Malve nel Sasso Caveoso ha ripreso vita attraverso l'esposizione delle lenzuola di Capossela e Davì, un tassello importante per la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019, con il LAP, il Comitato 2019 e la Sovrintendenza dei Beni Artistici ed Entnoantorpologici della Basilicata che del LAP sostengono le attività. La luce del giorno ha illuminato nei diversi borghi lucani i Laboratori Urbani e le performance collettive, sino al tramonto, quando le piazze si sono illuminate con gli urban screen del LAP, video proiezioni sui palazzi storici, che portano di luogo in luogo le opere del Public Art Award e l’opera Private Conversation, ritratto etnoantropologico della Basilicata con i volti e le voci delle sua comunità.
Il LAP nel 2015 ha proseguito il suo lavoro di archiviazione etnoantropologica toccando i comuni di Chiaromonte,  Lauria, Agromonte Mileo (Latronico), Calciano e Matera.
Il Tour è iniziato il 5 agosto con il progetto  “Un Chiaro…racconto”, Il Laboratorio Urbano a Chiaromonte ha avuto come sempre protagoniste le video-interviste, che, oltre ad indagare la memoria collettiva del paese sono state incentrate anche sul tema del familismo amorale, riannodando attraverso la memoria degli anziani i fili dell'inchiesta condotta nel 1955 da Edward C. Banfield, in collaborazione con la moglie Laura Fasano, proprio qui a Chiaromonte, oltre che a Rovigo e in Kansas. Il Tour LAP 2015 è poi proseguito con spettacoli multimediali che hanno narrato storie di battaglie e briganti con i linguaggi della contemporaneità, il 13 a Agromonte Mileo, Latronico, per “Magia di luci e suoni in terra di lupi e di briganti”, e a Lauria, con la produzione Arci Basilicata il 20 agosto per “La Battaglia di Lauria” il LAP ha creato uno spettacolo di teatro inmersivo in multivisone nella piazza di San Nicola, rievocando grazie alla compagnia teatrale Amici del Teatro tra video proiezioni ed azioni performative dal vivo, una rilettura contemporanea della storia della Basilicata. Il Tour 2015 è poi proseguito a Calciano, il 5 settembre dove nell’ambito del progetto “Percorsi Generazionali – laboratori permanenti” dell'Associazione Culturale “Santa Maria della Rocca” con il sostegno di Fondazione con il Sud il LAP ha realizzato viedointerviste per la diffusione sul web. Dal 24 al 27 settembre a Matera il LAP per il Balloon Festival, ha realizzato l’opera "I vol(t)i della Basilicata" per risponde all'esigenza del Balloon Festival di descrivere l'irripetibile esperienza del volo in Basilicata.
Il LAP nel 2016 prosegue le sue attività con il progetto Private Conversation | Basilicata Land of Art, nell'ambito del progetto regionale Nuovi Fermenti, nato dal percorso di Visioni Urbane. 5 i Comuni coinvolti: Picerno, Tito, Satriano di Lucania, Pignola e Potenza.
Attraverso parternariati con le 5 associazioni territoriali: Telefono Donna ONLUS Casa delle Donne Ester Scardaccione, Potenza; Associazione Petra, Satriano di Lucania; Associazione Titesemente, Tito; Associazione "Laboratorio teatrale '95", Picerno; Associazione Il Portale, Pignola e con il Liceo Artistico e Musicale di Potenza.
Le video interviste con gli studenti del Liceo Artistico hanno ricostruito percorsi e protagonisti dell'arte del Novecento lucano, oltre Giuseppe Antonello Leone e Maria Padula, cui tanto essa deve. A Satriano di Lucania, si è colta l'occasione per sottolineare negli Urban Lab la consapevolezza diffusa della rilevante presenza nello scenario pittorico del XVII secolo di Giovanni de Gregorio, detto il Pietrafesa; a Pignola, l'Urban Lab ha raccolto la memoria e la sentita partecipazione popolare alla tradizionale Corsa degli Asini, in onore di Sant'Antonio Abate. A Picerno si è scelto il tema dell'adesione della comunità alla Repubblica Napoletana del 1799; a Tito è stata posta al centro del racconto la sentita tradizione delle feste patronali.
Le video interviste precedute dal video contro la violenza sulle Donne sono state presentate nel Tour Nuovi Fermenti | LAP 2016 Private Conversation | Basilicata Land of Art: 12 agosto Satriano di Lucania, 13 agosto Pignola, 27 agosto Picerno, 1 settembre Potenza, 3 settembre Tito.
In questi anni gli utenti sono stati uomini e donne, giovani e anziani, dai 7 ai 90 anni ed oltre, con i quali lo staff del LAP ha lavorato a stretto contatto con la collaborazione delle Amministrazioni, delle Associazioni, delle scuole e dell’intera comunità dei paesi coinvolti. I laboratori negli spazi urbani, hanno prodotto video-interviste, che indagano il legame profondo degli abitanti con il territorio. I cittadini della Basilicata, sono diventati così i protagonisti assoluti del LAP, la loro identità ha preso vita sulle facciate dei palazzi storici della regione, mentre le loro voci si sono propagate nello spazio urbano, nelle piazze, nei vicoli, raccontando ciascuna il proprio vissuto, i luoghi di affezione, le poesie, i sogni e le aspirazioni di una Regione che sceglie l’arte contemporanea per illuminare la sua storia, tra ricordo del passato e attesa del futuro.
Nel 2017 parte il progetto Basilicata Stories realizzato con il contributo della Regione Basilicata
Basilicata Stories è uno spettacolo multimediale itinerante che racconta la storia della Basilicata. Una narrazione del territorio costruita attraverso i saperi dei cittadini. Basilicata Stories è un momento emozionante da vivere in un teatro immersivo che coinvolge le architetture del territorio, Basilicata Stories vuole narrare e portare al di fuori dei confini regionali la storia della Basilicata narrando di personaggi e di avvenimenti. Basilicata Stories è il modo attraverso l’arte pubblica di conoscere la storia della Basilicata ascoltando le voci della contemporaneità.
Le piazze della Basilicata diventano grandi stanze immersive-multisensoriali all’aperto, le cui pareti saranno costituite da quelle dei meravigliosi palazzi storici dei borghi coinvolti, illuminati da urban screen tematici, come inediti luoghi dell’esposizione del sapere lucano.
Basilicata Stories nasce dall’esperienza portata avanti con il LAP Laboratorio permanente di Arte Pubblica di coinvolgimento del pubblico attraverso laboratori urbani e urban screen, videoproiezioni sui palazzi storici realizzate dal 2013 ad oggi nei comuni di Matera, Potenza, Acerenza, Forenza, Calvello, Lauria, Corleto Perticara, Rivello, Chiaromonte, Calciano, Barile, Rionero in Vulture, Castelgrande, Agromonte Mileo, Latronico, Tito, Picerno, Satriano di Lucania, Pignola, Matarea, da cui è scaturito uno storytelling della comunità lucana contemporanea.
Nel 2019 viene inaugurato il progetto “Identità Contemporanea | Contemporary Identity” di Elisa Laraia, a cura di Eleonora Frattarolo, è un’opera pensata per le celebrazioni di San Gerardo 900, patrocinata dal Comune di Potenza, dalla Regione Basilicata, dall’Arcidiocesi di Potenza, Muro Lucano e Marsiconuovo - San Gerardo 1119-2019 - Nono Centenario.
“Identità Contemporanea | Contemporary Identity” coinvolge la città di Potenza con 6 storie, legate all'identità della comunità cittadina, raccontate attraverso la piattaforma del LAP Laboratorio di Arte Pubblica, arricchita in questo 2019 dalla realtà aumentata. Le 6 postazioni 500x250 distribuite nella città, infatti, sono dotate di un contenuto multimediale messo in essere dalle immagini installate, tramite la App “LAP Laboratorio Arte Pubblica”. I 6 volti che occupano le 6 postazioni raccontano le loro storie, come cittadini-fruitori-attori. Essi narrano del “fare del bene” come risorsa essenziale della vita di ognuno. Altre Due Storie sono dedicate al progetto scuola che consiste in visite didattiche nella Città di Potenza e nella distribuzione nelle Scuole di cartoline animate in realtà aumentata, un modo per cominciare un viaggio dalla propria casa verso l'Arte Pubblica nella città.
Il LAP coinvolge i fruitori con il suo forte impatto psicologico, invitandoli ad aprirsi al dialogo con il racconto della propria identità personale; esso, pertanto, vuol mettere in moto nei cittadini una nuova apertura mentale, un nuovo atteggiamento di comunicazione in primis con l’opera d’arte, ma sostanzialmente con se stessi e con la comunità tutta.
Durante il 2019, anno nel quale le opere rimangono installate nella città, il LAP continuerà, con il tour nelle scuole della Basilicata, a intervistare i giovani sul concetto del “fare del bene”, così da implementare continuamente la realtà aumentata.
Nel 2020 sviluppa il progetto Black Box che coinvolge gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli nell’ambito del Corso di Videoinstallazione tenuto dalla Docente Elisa Laraia, Direttora del LAP
Artist group
Cristiana Amato, Francesca Arduino, Sabrina Attardi, Mattia Barbante, Sabrina Colella, Leila Costanzo, Ilaria Cutolo, Liu Daini, Zhang Dan, Martina dell’Aversana, Sara Fiorentino, Angela Fusillo, Chen Haotian, Gu Haotian, Agostino Iacono, Cui Jianing, Pu Jin, Xue Lingkun, Jiao Linyi, Flora Madonna, Sara Madonna, Ilaria Mignano, Emanuela Palmieri, Roberto Palumbo, Anna Rosaria Passaro, Carmine Pistone, Wang Qihui, Wu Yu Qing, Lucia Riccio, Francesca Sorrentino, Alessandra Russo, Yin Xin, Yan Jing Xuan, Apo Yaghmourian, Yang Yang, Chen Yaxin, Wang Xue Ying, Polina Yarishkina, Zhang Yutong, Zhao Zi Zhu, Zhang Xi Zi.
 
Nel 2021 il LAP ha organizzato nel Palazzo della Cultura di Potenza la mostra Scultura Estesa #1 in partenariato con l'Accademia di Belle Arti di Napoli
Nel 2022 il LAP ha organizzato nel Palazzo della Cultura di Potenza la mostra Emergenze in partenariato con l'Accademia di Belle Arti di Napoli
Nel 2023 il LAP ha organizzato nel Palazzo della Cultura di Potenza l’Evento Quadriennale di Roma, in partenariato con l'Accademia di Belle Arti di Napoli e la Quadriennale di Roma.


      La Universo Culturale Lucano con il testo"UNO SGUARDO SUL CREATO"a cura di Novella Capoluongo e il contributo di 41 autori a...