mercoledì 6 maggio 2026

Tivoli

Tivoli -ViterboViaggio in macchina per cinque giorni 29 aprile-3 maggio

TIVOLI 

Mentre la parte moderna della città, costruita o ricostruita dopo la secona guerra mondiale presenta caratteristiche architettoniche e urbanistiche modestissime, la parte antica conserva persistenze medioevali di rilievo e permette percorsi interessanti e pittoreschi. Si trovano qui, anche, i principali e più antichi siti archeologici urbani, come l'acropoli, con il tempio rettangolare (detto tempio della Sibilla ma forse dedicato a Tiburno, mitico fondatore della città) e il tempio rotondo (detto tempio di Vesta ma verosimilmente dedicato alla Sibilla), il cosiddetto tempio della Tosse, probabilmente vestibolo di una villa di epoca imperiale rimasta incompiuta e trasformato in chiesa nel Medioevo il santuario di Ercole Vincitore, straordinario centro economico-religioso della città fino all'epoca tardo imperiale, che ha conservato anche nei secoli successivi un ruolo gangliare nella vita cittadina diventando di volta in volta sede di conventi, chiese e attività produttive (fabbriche di armi, cartiere).

Più in alto, sulla spianata che domina la Campagna romana, sorgeva l'Anfiteatro di Bleso, costruito in età adrianea. I resti del monumento, parzialmente demolito e interrato nel XV secolo per riservarne la posizione dominante alla Rocca Pia voluta dal papa Pio II Piccolomini, tornarono alla luce nel 1948.

La città è ripetutamente citata nella memorialistica del Grand Tour e rappresentata in un gran numero di vedute. Principali punti di attrazione erano l'orrido della Villa Gregoriana e la cascata dell'Aniene, e le due ville oggi patrimonio dell'umanità UNESCO, Villa Adriana e Villa d'Este.

 

Vista dall'attico dell'appartamento in cui abbiamo pernottato per tre notti.

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Villa D'este 

Dichiarata nel 2001 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, rappresenta un capolavoro del giardino italiano con l’impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche.

Il cardinale Ippolito II d’Este, dopo le delusioni per la mancata elezione pontificia, fece rivivere qui i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fointanebleau e rinascere la magnificenza di Villa Adriana.
Governatore di Tivoli dal 1550, accarezzò subito l’idea di realizzare un giardino nel pendio della Valle gaudente, ma soltanto dopo il 1560 si chiarì il programma architettonico e iconologico della Villa, ideato dal pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio e realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani. Il palazzo fu decorato dai protagonisti del tardo manierismo romano.

La Villa era quasi completata alla morte di Ippolito d’Este nel 1572. Ad ulteriori interventi nel XVII secolo seguì un periodo di decadenza, finché il cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe ne rinverdì i fasti ospitando anche il musicista Ferenc Liszt (1811-1886). Acquisita dallo Stato italiano, fra gli anni Venti e Trenta del Novecento la Villa fu restaurata e aperta al pubblico.

(https://villae.cultura.gov.it/i-luoghi/villa-deste/ )

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Villa Adriana 

Dichiarata nel 1999 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, fu costruita tra il 118 e 138 d.C. dall’imperatore Adriano, in un territorio verdeggiante e ricco di acque nei pressi di Tivoli, l’antica Tibur.

La Villa si estendeva su un’area di almeno centoventi ettari, comprendente strutture residenziali, terme, ninfei, padiglioni e giardini. I vari edifici erano collegati fra loro, oltre che da percorsi di superficie, anche da una rete viaria sotterranea carrabile e pedonale, funzionale ai servizi. Straordinaria era la ricchezza della decorazione architettonica e scultorea della villa che è stata oggetto di frenetiche e sistematiche ricerche a partire dal Rinascimento. Quasi tutti i principali musei e collezioni di Roma e del resto d’Italia, nonché d’Europa, annoverano tra le loro opere esemplari provenienti da Villa Adriana.

Attualmente l’area visitabile è di circa 40 ettari. (Wikipedia)

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Villa Gregoriana

Nel 1832 papa Gregorio XVI promosse una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le continue esondazioni dell’Aniene, incanalando le sue acque in un doppio traforo scavato nel monte Catillo e ingrossandole poi artificialmente dando così vita ai 120 metri di salto della nuova Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore. Compiuta l’opera, il Papa creò il parco che porta il suo nome e che per oltre un secolo fu meta di artisti, letterati e uomini di cultura che ne raccontarono al mondo la bellezza.

Nel secondo dopoguerra, il sito divenne di proprietà dello Stato Italiano e nel 2002 l’Agenzia del Demanio lo diede in Concessione al FAI, per la sua valorizzazione e per il ripristino del parco oggetto di un gravissimo dissesto idrogeologico. Grazie all’impegno profuso, nel 2005 venne finalmente riaperto al pubblico che oggi può di nuovo percorrere gli antichi sentieri liberati dai rovi, annusare essenze prima soffocate da decenni di incuria e abbandono, godere con tutti i sensi delle settantaquattro specie arboree presenti e scoprire interessanti reperti di diversi generi ed epoche, immersi nella natura più rigogliosa. Tra questi, i resti della Villa del console romano Manlio Vopisco, sontuosa dimora celebrata anche da Stazio, e, sull'acropoli, i templi romani tra cui quello celebratissimo di Vesta. (FAI)


 


  



   


Le foto sono mie
 

 

 

5 commenti:

  1. Che bel viaggio, non ho mai visto nè Tivoli, nè Viterbo ma mi piacerebbe vederle.

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  2. Ciao cara maestra , che posti bellissimi in queste fotografie, mai stata da quelle parti . Sarebbe un bel viaggio da fare chissà , mai dire mai.
    Un abbraccio ed un buon fine settimana.
    Rosy

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  3. Ho molte foto, ma non so perchè non me le fa pubblicare direttamente e quindi ho bisogno di un po' di tempo...invito gli amici a ripassare.

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  4. Non avevo mai visto quei luoghi ,sembrano molto belli e architettonicamente di gran valore . Sono contenta che , in seguito, metterai altre foto , le vedrò volentieri.
    Grazie e baci
    eos

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