martedì 28 aprile 2026

Diario di un killer sentimentale di Luis Sepulveda

 

Diario di un killer sentimentale di LUIS SEPULVIDA


Ho trovato questo libro tra i libri in casa, non ricordavo di averlo letto, è del 1996, ma rileggendolo, qualcosa ho ricordato ed è stata una riscoperta in tutti i sensi. 

 E' un genere diverso dagli altri romanzi di Luis Sepulveda, avevo letto con i miei alunni La storia della gabbianella e il gatto, un racconto che ricordo bene che porta a fare molte riflessioni sul rispetto dell'altro...

Questo è un noir, genere che non mi sarei aspettata da questo autore, che con la sua estrema semplicità descrive la professionalità di un killer, il quale in quanto tale non dovrebbe mai farsi coinvolgere dai sentimenti... e invece è un "sentimentale".

 ll killer è il personaggio che si racconta in un diario di 7 giornate, dialogando allo specchio con il suo alter ego, che appare ancora più cinico e che lo richiama alla realtà  «Mi disse dallo specchio un tipo in costume adamitico che mi assomigliava come una goccia d’acqua: “un assassino che parla di lealtà. Stronzo”, ribatté lui sollevando un rasoio simile al mio».

Un Killer assai abile nell'eseguire gli "incarichi", molto richiesto e molto ben pagato, commette un grave errore, si innamora di una bellissima ragazza francese e intraprende con lei una convivenza molto "borghese", interrotta soltanto dai suoi viaggi per il mondo, ovunque ci sia qualcuno da uccidere. Poi però la francesina lo lascia per un altro, e lui si ritrova in uno stato di prostrazione e di sgomento .

Questo accade mentre deve portare a termine un incarico particolarmente difficile, che lo obbliga a spostamenti continui, da Madrid a Istanbul, da Francoforte a Parigi, fino a Città  del Messico.   

"L'incarico", cioè il suo obiettivo, è Victor MujicaSi trova ad Istanbul per un convegno di organizzazioni non governative. Si guarda le sue foto per riconoscerlo e si pone delle domande mentre invece doveva essere rischioso farsi troppe domande in un mestiere come il suo, dove non "esistevano licenziamenti ma certificati di morte" . Voleva scoprire notizie della sua vittima: Chi voleva la morte di quel messicano? Quali peccati aveva commesso? Perché un filantropo appariva coinvolto in traffici di droga? 

 Il killer pedina la sua vittima, ma commette l'errore di attaccare un agente americano in borghese nell'albergo che ospita Mujica. Rischia anche la vita nel bazar della città turca, dove due turchi tentano di ucciderlo: i due però vengono uccisi proprio da Mujica che salva la vita al killer e scopre  che dovrà essere ucciso proprio da lui  

La trama è abbastanza breve e mostra, senza dare giudizi morali, la vita di un killer "sdoppiato": da una parte la delusione e la rabbia per come è stato lasciato da quella donna che in fondo  amava profondamente, dall'altra però ci sono da rispettare le regole rigide del lavoro del killer, che vietano qualsiasi legame sentimentale e e per questo sarà licenziato e mandato  ad una sorta di pensionamento anticipato. 

 Ma prima egli deve  condurre a termine il suo compito e a questo punto c'è il colpo di scena finale, c'è un'altra persona che  il killer non avrebbe mai pensato di incontrare, e .... il killer resta killer anche se con qualche vaga traccia di sentimentalismo.  

 Il genere di questo libro è  quello del noir, ne ha tutti i meccanismi specie nel racconto delle tante efferatezze compiute dal killer.  Pur nella sua brevità, la trama  diventa incalzante e riesce a convolgere il lettore.

Mi è piaciuto per  la  scrittura molto curata che rende la trama avvincente, anche se i personaggi sono vagamente accennati. Molto ironico ma riflessivo, il messaggio che ho colto : anche i duri hanno un cuore... la vita è imprevedibile e non si sa mai cosa aspettarsi.

E stato scelto questo libro tra i tre che ho proposto nel gruppo "La Potenza dei libri" . Ci sono stati molti commenti positivi per quel che riguarda la scrittura molto scorrevole e puntuale nel descrivere giorno per giorno i fatti, quasi come una sceneggiatura di un film.


  

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