Il faraone d'Olanda di Kader Abdolah
"L'egittologo olandese Herman Raven sta perdendo la memoria. Di una vita intera scandita da grandi imprese archeologiche ricorda solo un segreto: nella sua cantina, decorata ad arte come una tomba faraonica, nasconde un antico e inestimabile sarcofago, contenente la mummia della regina Merneith, che fu l'eletta di Thoth, il dio egizio della scrittura e della sapienza. Da anni Herman se ne prende cura amorevolmente insieme all'amico Abdolkarim, figlio di un restauratore di libri antichi del Cairo ed ex operaio in una ditta di lavatrici all'Aia, che nella sua casetta olandese sul canale ha ricreato un tipico orto del Nilo. Ma tutto ha una fine, «tutto torna al luogo da dove è venuto», così Abdolkarim desidera ora tornare «a casa», e se riuscirà a riportare in Egitto anche la regina Merneith potrà dare un senso e un valore al suo destino di emigrato, senza sentirsi sconfitto. È questa la missione che i due vecchi idealisti, minacciati in sogno dai coccodrilli del Nilo, devono compiere a ogni costo prima di morire, sfidando le autorità, chi vorrebbe trarre profitto dal prezioso reperto e chi lo considera un falso, una folle invenzione, il capriccio infantile di due confuse menti senili. Del resto qual è la verità quando la memoria ci tradisce? E conta di più la realtà o una fantasia che dia luce e scopo ai nostri giorni? Da rifugiato che non sa se potrà mai rivedere la sua terra d'origine, Kader Abdolah racconta attraverso le avventure di due eroi al crepuscolo della vita una storia piena di humor e nostalgia sul diritto al «ritorno» – ritorno alla libertà dell'infanzia, ritorno alle proprie radici – per portare a compimento un'esistenza. "(Feltrinelli)
Non conoscevo questo autore leggendo della sua vita che è nato in Iran, perseguitato dal regime dello scià e poi da quello di Khomeini, dal 1988 è rifugiato politico nei Paesi Bassi. In questo libro ha voluto esprimere il suo grande desiderio, quello di voler tornare nella sua patria. Ho letto un'intervista in cui dice di aver preso lo spunto per questo romanzo visitando a Londra il British Museum, nella sezione sull'antico Egitto, dove c'erano mummie di re, regine, principi, principesse... Andava lì ogni giorno, le guardava e continuava a ripetersi: "Non appartengono a questo posto, devono tornare a casa".
E' un libro che si legge facilmente trasprortandoci in un'atmosfera spesso fiabesca che a volte non riesce a coinvolgerci del tutto. Tuttavia porta a riflettere sulla fine della vita, sulla vecchiaia, sulla perdita della memoria e sull'energia vitale che vacilla ma è anche un incitamento a non arenarrsi: i due protagonisti fanno di tutto per portare a termine le loro volontà, sia nei confronti della regina Merneith, sia nei confrontil del loro profondo sentire, verso i figli, le mogli, i nipoti, e verso se stessi.
Tutto ciò non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato un fortissimo sentimento di amicizia, non solo fra i due protagonisti ma anche nei rapporti fra i figli dell’uno e dell’altro, fra i due anziani e le persone che incontrano ogni giorno, persino fra gli umani e l’ambiente che li circonda.
Libro proposto nel gruppo LA POTENZA DEI LIBRI - Gruppo di lettura

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