giovedì 24 settembre 2026

'Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro'

 

Visita alla mostra al Museo Archeologico Provinciale di Potenza: 'Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro'                                          

Il percorso della mostra parte dalle radici archeologiche e letterarie del mito di Narciso, dall'affresco pompeiano "Narciso alla fonte" del Museo Archeologico Nazionale di Napoli fino alla cinquecentesca edizione delle Metamorfosi di Ovidio, per poi entrare in uno spazio immersivo di superfici riflettenti e giochi di luce con un montaggio di estratti da documentari, cinema d'autore e animazione. Il «Narciso»  è il punto di arrivo di un percorso che si chiude con il  confronto con il Novecento lucano, attraverso il Narciso di Carlo Levi ispirato a Caravaggio. 

Antichità

 

Il mito di Narciso ha origini nell'antichità. una delle prime versioni e forse la più famosa è  quella narrata da Ovidio nelle Metamorfosi, un poema epico che risale all'8 d.C.

Sono stati trovati reperti riferiti a Narciso già dal IV sec a.C., come lo specchio in bronzo esposto in questa mostra o le pitture murali da Pompei, che risalgono al I secolo a.C. In alcune di queste opere viene rappresentata la ninfa Eco, che dopo essere stata rifiutata da Narciso, si nasconde nei boschi e nelle caverne, lasciando udire soltanto la sua voce.

Rinascimento



Nel Rinascimento il mito di Narciso viene rappresentato in maniera allusiva e simbolica ed è soggetto alle interpretazioni dell'osservatore, come nel  dipinto di Giovanni Antonio Boltraffio, allievo di Leonardo da Vinci, oltre alla bellezza del fanciullo, viene rappresentato il paesaggio con le fonti e i riflessi. Nelle maioliche vengono rappresentati vari momenti del mito, dall'innamoramento di Narciso nel suo riflesso fino alla morte.

Barocco

 



 

Le opere di questo periodo vogliono colpire l'oservatore con una rappresentazione chiara e seducente. Narciso è rappresentato a figura intera e indossa abiti moderni. Domenico Parodi e Charles Mellin rappresentano anche Cupido, il dio dell'amore che colpisce con una freccia Narciso. l veneto Giulio Ciprioni rappresenta la ninfa Liriope  che presenta il neonato Narciso a Tiresia, per conoscere quale sarà il suo destino. 


 

Narciso di Caravaggio

 

Il Narciso attribuito al Merisi, attraverso la semplicità della composizione, sorprende per la profondità psicologica del soggetto tanto da essere un indiscutibile capolavoro. La sua posa è quella di un incanto estatico nell'attimo esatto in cui Narciso sta per innamorarsi di un amore impossibile, perdendosi nella propria immagine evanescente. La scena è rappresentata da uno sfondo scuro da cui emerge la figura del giovane in un gioco di luce ed ombra. Il forte chiaroscuro esalta il profilo del ragazzo, il suo abito elegante dalle maniche a sbuffo, le mani tese a sfiorare l'acqua e un ginocchio nudo in evidenza. Colpisce l'espressione di estasi e rapimento del volto, dalle labbra semiaperte e dallo sguardo quasi ipnotizzato mentre fissa quel riflesso nell'acqua.

Narciso di Carlo Levi

L'opera di Carlo Levi presenta grandi dimensioni e si ispira al Narciso di Caravaggio. Al centro della composizione si nota Narciso adulto, piegato in ginocchio, poggiato sulle braccia e proteso in avanti per poter guardare la sua immagine riflessa; nello sfondo  un ambiente naturale, un bosco dalla vegetazione molto folta.  Levi vuole rappresentare se stesso, quando confinato in Basilicata dal fascismo, sente di aver perduto la sua identità.    



Nessun commento:

Posta un commento

'Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro'

  Visita alla mostra al Museo Archeologico Provinciale di Potenza: 'Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro'                ...